Autografi di Haaland, Rosetti attacca Sovre: "Inaccettabile". Poi spunta fuori la verità

Rosetti, ex arbitro italiano, presidente della Commissione arbitri UEFA, non era a conoscenza dei motivi che hanno indotto Sovre a fare quel gesto.
Fanno ancora discutere i cartellini autografati prima del quarto di finale di andata di Champions League tra Manchester City e Borussia Dortmund: Octavian Sovre, guardalinee 47enne romeno, ha chiesto all'attaccante del club tedesco, Haaland, di porre la sua firma sui cartellini per una nobile causa, la beneficenza. Ma questa cosa gli è costata una sospensione dalla commissione centrale degli arbitri nella sfida tra Universitatea Craiova e CFR Cluj. Chi lo ha fermato ha ritenuto il suo gesto inaccettabile.
Come riporta Gazeta Sporturilor, però, negli ultimi anni Sovre ha raccolto oltre 250 autografi di calciatori famosi per poi donarli all'asta a favore di un'associazione di beneficenza impegnata sul fronte dell'autismo. Un gesto che non è piaciuto all'associazione arbitrale. Neanche a Rosetti. L'ex arbitro italiano, che ora presiede la Commissione degli arbitri Uefa, ha dichiarato in una nota ufficiale: "Dobbiamo essere responsabili. La UEFA ha cercato di far rispettare gli arbitri tanto quanto i giocatori, assumendo il ruolo: atletico, autorevole, rispettoso e professionale. Il gesto degli autografi è inaccettabile, è una questione di dignità e non possiamo dimenticare il numero di telecamere presenti alle partite della UEFA: mostrano tutto. Se si vuole essere rispettati tanto quanto i calciatori, perché chiedere loro un autografo o la maglia? Loro fanno lo stesso con te?". Invece il guardalinee aveva uno scopo ben preciso, ma Rosetti non lo sapeva. Ora, però, che la storia è nota, un passo indietro dalle autorità sarebbe giusto, in quanto Sovre voleva, e vuole, solo fare del bene.






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