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Alla scoperta dell'Arsenal di Arteta: come gioca e come disinnescarlo


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Pubblicato nella sezione Coppe
Alla scoperta dell'Arsenal di Arteta: come gioca e come disinnescarlo
© foto di Image Photo Agency

Scopriamo l'Arsenal di Mikel Arteta, i campioni d'Inghilterra in carica sfidano il Napoli in Champions League. Come Massimiliano Allegri potrebbe affrontare i Gunners.


L'Arsenal di Mikel Arteta è una squadra costruita sul controllo dello spazio. Non è quindi semplicemente una formazione che vuole tenere il pallone, ma una squadra che utilizza il possesso per attirare la pressione e manipolare la struttura difensiva avversaria per creare superiorità in una determinata zona e liberare il lato debole per poter attaccare immediatamente lo spazio che si apre. È una differenza sostanziale.


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Alla scoperta dell'Arsenal: la metamorfosi di Arteta

Arteta ha progressivamente trasformato l'Arsenal in una squadra estremamente strutturata, capace di alternare possesso posizionale e attacchi verticali. Le analisi UEFA della scorsa Champions hanno evidenziato proprio questa capacità: nel match della scorsa stagione contro l’Atletico Madrid, ad esempio, l'Arsenal ha aumentato drasticamente le corse alle spalle della linea difensiva, arrivando a 63 contro le 35 dell'andata. Quindi il primo errore che il Napoli dovrebbe evitare è pensare di poter lasciare palla all'Arsenal, per aspettarlo e ripartire. Non basta. Bisogna impedire all'Arsenal di utilizzare il possesso per costruire la situazione di vantaggio che sta cercando.


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LA COSTRUZIONE

L'Arsenal vuole attirare e poi superare la prima pressione e nella fase di costruzione presenta una caratteristica fondamentale: la squadra cerca di provocare la pressione avversaria. I centrali partecipano alla prima costruzione, il mediano offre una soluzione interna e i terzini possono modificare la propria altezza e posizione. Questo produce una struttura molto fluida. Il principio base è che quando l'avversario esce aggressivo si cerca il giocatore libero alle spalle del primo pressing. Quando invece l'avversario rimane basso, aumenta la circolazione fino a trovare il momento per attaccare la profondità. Questa strategia è esattamente ciò che rende complicato affrontarlo.

LA VERA ARMA: LA MANIPOLAZIONE DEL BLOCCO

L'Arsenal non attacca necessariamente lo spazio che vede, spesso crea lo spazio che vuole attaccare. Un lato viene sovraccaricato attraverso il terzino, la mezzala, l’esterno, o anche il centrocampista o con l’eventuale abbassamento della punta. L' obiettivo è costringere la linea avversaria a spostarsi. Poi arriva il cambio di lato, ed è lì che l'Arsenal può trovare l’uno contro uno, la corsa alle spalle, la rifinitura. Bukayo Saka rappresenta uno dei principali interpreti di questo principio, ma l'Arsenal dispone di più soluzioni per attaccare l'ultimo terzo.

SENZA PALLA: QUI SI DECIDE LA PARTITA

Il dato forse più importante per Allegri riguarda la fase di non possesso. L'Arsenal non è una squadra che difende soltanto attraverso il pressing alto, è molto forte anche nella rest defence. Quando attacca mantiene una struttura preventiva che gli consente di essere immediatamente pronto alla perdita del pallone. Questo significa che il Napoli non deve soltanto pensare a come recuperare il possesso, ma deve anche pensare a dove recuperarlo. Perché recuperare palla contro l'Arsenal nella propria metà campo significa spesso ritrovarsi davanti a una squadra già organizzata per la riaggressione. Le analisi UEFA hanno evidenziato proprio l'efficacia delle transizioni difensive dell'Arsenal: contro lo Sporting, nella scorsa edizione della competizione, dopo la perdita del possesso, quasi tutta la squadra effettuava rapidamente corse di recupero, limitando drasticamente le opportunità avversarie in transizione

IL PIANO GARA IDEALE PER ALLEGRI

Qui, secondo me, c'è il punto centrale della lettura tattica del match. Allegri non dovrebbe scegliere né un blocco completamente basso né un pressing uomo contro uomo esasperato. La soluzione migliore è una difesa posizionale ibrida, capace di trasformarsi in pressione aggressiva soltanto quando l'Arsenal entra nelle zone prestabilite. Il principio dovrebbe essere quello di non pressare il portatore, bensì pressare la soluzione. Il Napoli deve cercare di orientare la costruzione inglese verso una determinata zona del campo.

LA TRAPPOLA SUL LATO

Il Napoli potrebbe costruire una vera e propria pressing trap laterale. Quando il pallone arriva sul terzino dell’Arsenal, ecco che l'esterno del Napoli deve aggredire, mentre la mezzala chiude la linea interna; allo stesso tempoil terzino accorcia sul ricevitore esterno, il centravanti oscura il passaggio di ritorno al centrale e il mediano protegge la zona di rifinitura. L'obiettivo non è necessariamente recuperare immediatamente, ma impedire all'Arsenal di uscire dalla pressione attraverso il corridoio interno. Se il Napoli riesce a trasformare il lato in una sorta di "gabbia", può costringere l'Arsenal a giocare lungo. E lì diventano fondamentali seconde palle e duelli.

IL NAPOLI DEVE DIFENDERE IL CENTRO

Questo dovrebbe essere il mantra della partita: CENTRO CHIUSO, LATO CONCESSO. L'errore sarebbe consentire all'Arsenal di ricevere comodamente tra le linee, questo perché la squadra londinese è particolarmente pericolosa quando riesce a portare un uomo alle spalle del centrocampo ma davanti alla difesa, zona in cui può girarsi, servire l'esterno, attaccare la profondità, ma anche combinare nello stretto o generare il terzo uomo. Allegri deve quindi accettare una certa quantità di possesso laterale dell'Arsenal, purché il corridorio centrale rimanga congestionato.

LA TRANSIZIONE OFFENSIVA DEL NAPOLI: LA CHIAVE

Ed è qui che il Napoli può realmente fare male. Quando recupera palla, deve evitare il possesso sterile, l'obiettivo deve essere una prima giocata verticale, cavallo di battaglia di Kevin De Bruyne. L'Arsenal è fortissimo nella riaggressione, ma proprio per questo il Napoli deve cercare di saltare la prima ondata. Se il primo passaggio dopo il recupero supera la pressione i “gunners” potrebbero essere sbilanciati e concedere spazio alle spalle per un attacco veloce della profondità. Non servono necessariamente dieci passaggi, serve una giocata che trasformi immediatamente la transizione in una situazione di campo aperto.

LA CORSA ALLE SPALLE È IL NEMICO DELL'ARSENAL

Questo è un aspetto interessantissimo. L' Arsenal difende molto bene, ma quando deve proteggere contemporaneamente ampiezza, profondità, centro e rifinitura, la sua linea può essere sottoposta a stress. Per il Napoli questo significa una cosa molto semplice: attaccare la profondità anche senza ricevere perché la corsa di Hojlund può essere utile semplicemente per costringere i centrali a girarsi e arretrare, e nel momento in cui la linea arretra, si apre spazio davanti.

NON BISOGNA FAR DIVENTARE LA PARTITA "POSIZIONALE"

Questo potrebbe essere il grande rischio per il Napoli. Se Allegri accetterà una partita completamente posizionale l’ Arsenal palleggerà e il Napoli arretrerà permettendo agli inglesi di spostare il gioco a picimento costringendo il Napoli a scivolare di continuo per evitare che gli uomini di Arteta possano trovare il lato debole. Sarebbe la partita ideale per Arteta, mentre il Napoli deve invece introdurre rotture del ritmo, pressione, blocco medio, abbassamento e aggressione improvvisa per la transizione, e poi nuovamente controllo. In altre parole Allegri non deve dare all'Arsenal una partita tatticamente lineare.

ARTETA VS ALLEGRI, DUELLO SINGOLARE

Qui emerge una differenza filosofica interessante. Arteta vuole controllare la partita attraverso la struttura, Allegri dovrebbe cercare di controllare la partita attraverso gli episodi e il game state, non necessariamente dominare il pallone nè necessariamente dominare territorialmente, ma decidere quando accelerare e quando rallentare. L'Arsenal arriva da una stagione europea nella quale la propria organizzazione difensiva è stata portata ai massimi livelli: nella finale Champions 2025/26, le metriche UEFA hanno evidenziato come abbia concesso pochissimo spazio centrale al PSG, nonostante il 75% di possesso dei francesi. Questo dato è fondamentale: avere il pallone contro l'Arsenal non significa automaticamente creare occasioni.

IL PIANO PARTITA IN 5 REGOLE

Il Napoli dovrebbe entrare in campo con cinque consegne precise:

1) NON APRIRE IL CENTRO

Concedere circolazione esterna ma proteggere la zona centrale.

2) PRESSARE A TRIGGER

Non pressing continuo, ma pressione quando il pallone arriva sul lato e le linee di passaggio interne sono schermate.

3) ATTACCARE LA PROFONDITÀ

Ogni recupero deve avere una possibilità di verticalizzazione.

4)  AGGREDIRE LA SECONDA PALLA

Il primo duello può essere perso; il secondo non deve essere perso.

5) NON ALZARE CONTEMPORANEAMENTE TROPPI UOMINI

Contro l'Arsenal la rest defence del Napoli sarà fondamentale. Attaccare con troppi uomini significa offrire ad Arteta la transizione che sta aspettando.

piano partita Arsenal

LA SINTESI 

L'Arsenal non va affrontato cercando semplicemente di impedirgli di giocare, va piuttosto costretto a giocare dove il Napoli vuole che giochi. I partenopei non devono avere paura di non avere il pallone. Devono avere paura di non sapere cosa fare quando lo recuperano, perché contro l'Arsenal la differenza potrebbe non essere nella percentuale di possesso, ma nella qualità dei 10-15 secondi successivi alla riconquista. È lì che può nascere il piano partita di Allegri, la gestione del game state iniziale sarà probabilmente determinante: un Napoli che riesca a superare indenne la prima pressione e a portare l'Arsenal in una partita di duelli e transizioni può sottrarre agli inglesi proprio quella linearità che Arteta cerca.


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Alessandro D'Aria
Match Analyst, Football Data Analyst e Professional Football Scouter, certificato ed abilitato alla professione. Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Campania, a fine anni '90 ha seguito da vicino il Napoli, sia Primavera che prima squadra.
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