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Alla scoperta del Porto di Farioli: come Allegri dovrà affrontare i portoghesi


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Pubblicato nella sezione Coppe
Alla scoperta del Porto di Farioli: come Allegri dovrà affrontare i portoghesi

Alla scoperta del Porto di Francesco Farioli, la squadra portoghese affronterà il Napoli in Champions League. Come Massimiliano Allegri può contrastare la compagine lusitana.


Il Napoli si prepara a fare visita al Porto di Francesco Farioli in una sfida di Champions League che promette di essere interessante soprattutto sul piano tattico. Di fronte ci saranno due idee di calcio differenti, due allenatori che interpretano la gestione della partita attraverso principi diversi, ma che condividono un obiettivo comune: esercitare il controllo sugli spazi e sui tempi del gioco.


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Alla scoperta del Porto di Farioli

Il Porto di Farioli è una squadra che ha una precisa identità. Il tecnico italiano ha portato in Portogallo un calcio fondato sulla costruzione dal basso, sulla ricerca delle superiorità posizionali e su una costante attenzione alle distanze tra i reparti. Il sistema di riferimento è il 4-3-3, ma la disposizione cambia frequentemente durante la partita, soprattutto nella fase di possesso, quando la squadra tende a trasformarsi in un 2-3-5 o in un 3-2-5. L'obiettivo è occupare razionalmente il campo, garantire linee di passaggio e creare situazioni di vantaggio numerico e qualitativo. I difensori partecipano attivamente alla costruzione, i centrocampisti si muovono per offrire soluzioni interne e gli esterni offensivi alternano ampiezza e movimenti verso il centro. Una struttura dinamica, nella quale ogni movimento è funzionale a liberare uno spazio o a favorire la ricezione di un compagno. Non si tratta, tuttavia, di un possesso fine a sé stesso. Il Porto cerca di attirare la pressione avversaria per poi superarla attraverso combinazioni rapide e verticalizzazioni. Quando riesce a consolidare il gioco nella metà campo avversaria, diventa una squadra particolarmente insidiosa, grazie alla qualità dei suoi interpreti e alla capacità di occupare contemporaneamente più zone dell'ultimo terzo di campo. Un altro elemento caratterizzante è la riaggressione immediata; alla perdita del pallone, i portoghesi cercano di accorciare rapidamente le distanze e recuperare il possesso prima che l'avversario possa organizzare una transizione. È un comportamento collettivo che coinvolge attaccanti, centrocampisti e difensori e che rappresenta uno dei principi fondamentali del calcio di Farioli.


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QUALITA’, DINAMISMO E INTENSITA’ DEL CENTROCAMPO

La qualità del centrocampo costituisce uno dei principali punti di forza della formazione portoghese. Alan Varela garantisce equilibrio e pulizia nella prima costruzione, mentre Victor Froholdt aggiunge dinamismo, intensità e capacità di accompagnare l'azione. Gabri Veiga, invece, offre qualità tecnica, visione e soprattutto la possibilità di trovare ricezioni pericolose tra le linee. È proprio in queste zone che il Porto può diventare difficile da contenere, perché riesce a combinare palleggio, inserimenti e accelerazioni improvvise. Sulle corsie esterne si concentra un'altra parte importante della sua pericolosità. William Gomes, Pepe e Borja Sainz sono giocatori capaci di creare superiorità nell'uno contro uno, attaccare il lato debole e modificare il ritmo dell'azione attraverso accelerazioni e conduzioni. In avanti, Samu Aghehowa rappresenta il riferimento fisico e offensivo, soprattutto per la capacità di attaccare la profondità e occupare l'area di rigore, qualora sia disponibile.

LA FASE DIFENSIVA

Anche in fase difensiva il Porto presenta caratteristiche di assoluto interesse. La squadra mantiene generalmente un buon livello di compattezza, alternando una pressione alta a un blocco medio organizzato. Diogo Costa rappresenta una garanzia tra i pali, mentre la coppia centrale, con Bednarek e Kiwior, offre fisicità, esperienza e buone capacità di impostazione.

POSSIBILI VULNERABILITA’

Ma proprio nell'organizzazione che rappresenta la sua forza possono nascondersi alcune vulnerabilità. La prima riguarda lo spazio alle spalle dei terzini. Quando entrambi partecipano alla costruzione e si posizionano molto alti, il Porto può concedere campo nelle corsie laterali. La seconda è legata alla transizione negativa: se la prima riaggressione viene superata, la squadra può trovarsi esposta, con distanze da ricomporre e difensori costretti a gestire situazioni di campo aperto. Esiste poi una zona particolarmente interessante da attaccare: quella compresa tra il centrocampo e la linea difensiva. Se il Napoli riuscirà a trovare un uomo libero alle spalle della prima pressione, potrà costringere i centrali portoghesi ad abbandonare la propria posizione e a difendere situazioni potenzialmente scomode.

IL TEMA TATTICO

Il Napoli di Allegri dovrà innanzitutto evitare di cadere nella trappola del possesso portoghese. Non sarà sufficiente rincorrere il pallone o cercare una pressione individuale disordinata. Serviranno distanze corte, coperture preventive e una buona capacità di schermare le linee di passaggio centrali, soprattutto quelle dirette verso Varela e i centrocampisti più avanzati. La squadra azzurra dovrà essere paziente quando sarà necessario difendere, ma soprattutto lucida nel momento in cui riuscirà a recuperare il pallone. Le verticalizzazioni rapide potrebbero rappresentare una delle armi più efficaci per sorprendere una formazione che tende ad avanzare con molti uomini. Attaccare alle spalle dei terzini, cercare le ricezioni tra le linee e sfruttare la profondità degli esterni saranno soluzioni da privilegiare. Anche gli inserimenti delle mezzali potrebbero rivelarsi determinanti, soprattutto se il Porto sarà costretto ad abbassare il proprio baricentro per proteggere la zona centrale. C'è poi un altro aspetto da non sottovalutare: la gestione delle seconde palle. Una squadra che costruisce con tanti uomini e cerca di mantenere il possesso nella metà campo avversaria può diventare vulnerabile quando perde il controllo dell'azione. Il Napoli dovrà essere pronto a trasformare ogni pallone recuperato in una possibile occasione per ripartire.

DIFFERENZA DI RENDIMENTO TRA CAMPIONATO E CHAMPIONS

Un elemento da non sottovalutare riguarda il rendimento europeo. Alla vigilia della quarta giornata, il Porto arriva da un percorso europeo negativo, con tre sconfitte nelle prime tre partite, nonostante un avvio straordinario in campionato, dove ha collezionato finora dieci vittorie in dieci gare. È un dato che evidenzia una differenza tra il dominio nazionale e la capacità di gestire avversari di livello superiore. 

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FARIOLI-ALLEGRI, LA SFIDA

La sfida tra Farioli e Allegri sarà dunque anche un confronto tra due differenti interpretazioni del controllo della partita. Il primo cerca di esercitarlo attraverso il possesso, la mobilità e la pressione collettiva; il secondo può affidarsi alla gestione degli equilibri, alla lettura dei momenti e alla capacità di colpire quando l'avversario concede spazio. Il Porto ha una struttura riconoscibile, giocatori di qualità e un'organizzazione che lo rende un avversario complicato. Il Napoli, però, può trovare le condizioni per metterlo in difficoltà, soprattutto se saprà superare la prima pressione senza perdere lucidità. La chiave della partita potrebbe essere tutta qui: non lasciare al Porto il monopolio del pallone e, soprattutto, non concedergli il controllo degli spazi. Perché contro una squadra organizzata come quella di Farioli, non conta soltanto recuperare il possesso, ma capire cosa fare del pallone immediatamente dopo averlo riconquistato.

COME DEVE AFFRONTARE IL PORTO IL NAPOLI DI ALLEGRI?

Il Napoli deve preparare una partita molto intelligente sotto il profilo strategico. Non deve concedere al Porto la possibilità di trasformare il proprio possesso in uno strumento di pressione continua. Individuerei cinque indicazioni tattiche.

1. Aggredire la prima costruzione senza perdere le distanze

La pressione deve essere organizzata. Non serve andare a caccia del pallone individualmente: occorre schermare Alan Varela, impedire al Porto di trovare facilmente il centrocampista libero e indirizzare la circolazione verso l'esterno.

2. Attaccare alle spalle dei terzini

È probabilmente una delle situazioni più interessanti. Quando il Porto sviluppa il possesso con i terzini alti, il Napoli deve essere pronto a verticalizzare immediatamente sugli esterni e attaccare lo spazio alle loro spalle.

3. Occupare la zona 14

Il Napoli deve cercare di sfruttare lo spazio tra centrocampo e difesa portoghese. De Bruyne, McTominay e gli altri centrocampisti offensivi devono trovare ricezioni orientate verso la porta, evitando di giocare sempre spalle alla linea difensiva.

4. Evitare perdite centrali

Il Porto è particolarmente pericoloso quando può recuperare il pallone nella metà campo avversaria. Le perdite nella zona centrale potrebbero generare transizioni molto difficili da controllare.

5. Attaccare con rapidità dopo il recupero

Una volta superata la prima pressione, il Napoli deve cercare di verticalizzare. Non deve concedere al Porto il tempo di ricomporre la propria struttura difensiva. Il Porto vuole portare l'avversario dentro una partita fatta di pressione, circolazione e recuperi immediati. Il Napoli dovrà invece essere bravo a riconoscere quando uscire dalla pressione, quando verticalizzare e quando abbassare il ritmo. La capacità di superare la prima aggressione portoghese potrebbe determinare l'andamento dell'incontro.

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Alessandro D'Aria
Match Analyst, Football Data Analyst e Professional Football Scouter, certificato ed abilitato alla professione. Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Campania, a fine anni '90 ha seguito da vicino il Napoli, sia Primavera che prima squadra.
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