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Verona-Napoli, pagelle: Maksimovic e Bakayoko da incubo. Insigne spento, Lozano si salva


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Pubblicato nella sezione Campionato

Partenopei subito in vantaggio dopo nemmeno 9 secondi. Chi si aspettava una gara in discesa è rimasto deluso. L'Hellas non si scompone e la ribalta.


Domenica amara per il Napoli. Si è passati dal possibile rilancio in chiave scudetto ad una caduta rovinosa: la squadra di Gattuso perde a Verona contro l’Hellas e chiude al sesto posto, a nove punti dal Milan capolista. Con una partita in meno, quella da recuperare con la Juventus. Uno score tutto sommato in linea con l’obiettivo stagionale dell'approdo alla prossima Champions League, ma con l’amara sensazione di aver perso per strada occasioni d’oro per godere di ben altri panorami dall’alto di posizioni di classifica ben diverse. Sono ben sei le sconfitte fino ad oggi. Una settimana dura da digerire: dopo la sconfitta in Supercoppa contro la Juventus, un altro flop inspiegabile, soprattutto per come è maturato. Al Bentegodi, infatti, vantaggio lampo di Lozano (autore del gol più veloce della storia partenopea realizzato dopo 8 secondi e 95) su lancio di Demme e poi un lento ed autolesionistico suicidio. Juric con il passare dei minuti incarta Gattuso: Dimarco pareggia nel primo tempo, poi Barak e Zaccagni firmano il definitivo 3-1 sfruttando gli orrori degli ospiti. Altro che ritorno in zona scudetto, il Napoli è apparso fragile mentalmente ed evidentemente sopravvalutato in alcuni singoli. Male Di Lorenzo e Bakayoko, impalpabile Insigne. Di buono solo i soliti Demme e Lozano, e la notizia dei rientri di Mertens e Osimhen, ai quali va dato tempo per ritrovare il top della condizione.  I cambi di Gattuso sono comunque apparsi disordinati e senza una linea logica. Questi i voti e le pagelle di Areanapoli.it.

Meret: 5. Il primo gol è da posizione ravvicinata, tuttavia il tocco è abbastanza centrale e la sensazione è che poteva fare di più. Una buona parata sull’1-1, ma con il pallone tra i piedi non trasferisce serenità ai compagni. Diversi i rilanci fuori bersaglio. Soffre il dualismo con Ospina. Le sue qualità non sono in discussione, ma se questa è la sua personalità…


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Di Lorenzo: 5-. Lozano è addirittura davanti a lui nel tentativo di ripiegare dopo una pressione improvvida: quando il Verona pareggia, nel cuore dell’area c’è il solo Maksimovic al centro. Una giornata pessima sia in contenimento, sia negli scalamenti, sia nelle sovrapposizioni.

Maksimovic: 4,5. Al pronti via promette bene salvando su Kalinic, poi inizia per lui un’altra prestazione horror tra palloni persi, interventi in ritardo, svarioni e mollezza. Ha la testa da un’altra parte al di là dei complessivi aspetti tecnico-tattici.

Koulibaly: 5. Corre ovunque, senza riferimenti. Inizialmente riesce a chiudere i varchi con buone letture preventive, poi crolla anche lui e fa fatica a tamponare gli errori dei terzini e la mancanza di filtro in mediana, soprattutto di Bakayoko.

Hysaj: 5. In difesa non dà solidità, meglio in qualche sparuta sortita offensiva. Con il passare dei minuti sbaglia anche lui molti palloni favorendo il break dei padroni di casa.

Bakayoko: 4. Fa acqua da tutte le parti. Troppo lento per arginare la rapidità di Zaccagni, poco diligente nel seguire i movimenti dei compagni. Gattuso lo lascia colpevolmente in campo, poi toglie Demme. Il mister si decide a toglierlo solo nei minuti finali. Dall'83' Lobotka: sv.

Demme: 6. Il faro della squadra, l’unico, con Lozano, ad avere un incedere logico a prescindere dalle direttive impartite dall’allenatore. E’ lui a lanciare El Chucky nell’azione del vantaggio dopo pochi secondi dal fischio d’inizio. Ed è lui a sfiorare il gol del raddoppio con buoni inserimenti. Silvestri gli nega la gioia del gol. Gattuso decide di toglierlo al 65’ lasciando in campo Bakayoko. E il Verona va a nozze. Dal 65' Politano: 6. Corre tanto e prova a creare scompiglio pur senza incisività. Forse poteva entrare prima, al posto dello spento Insigne.

Lozano: 6. Passano nemmeno 9 secondi e timbra il cartellino. Il gol più veloce della storia del Napoli. E’ l’unico a creare problemi al Verona, ma senza i rifornimenti dei compagni non può fare molto. Hirving flash.

Zielinski: 5. Inizia bene con strappi centrali che sembrano essere il preludio di una buona giornata. Invece si ferme sempre sul più bello. Si vede poco sia quando c’è da creare che quando c’è da lottare. Dall'83' Elmas: sv.

Insigne: 5. Deve voltare pagina, dice Gattuso a fine gara. Cosa intende dire il mister? Che è ancora fermo al rigore sbagliato contro la Juventus? E allora ce l’ha o ce l’ha la personalità per essere il capitano del Napoli? Non si vede nulla o quasi del meglio del suo repertorio tra folate, assist e conclusioni. Quasi mai elude la pressione del Verona. Dal 60' Mertens: 5,5. Difficile dare un voto alla sua prestazione, si vede che non ha ancora il ritmo gara. Prova a sbloccare il gioco offensivo, ma con un errore innesca l’azione che porta al 3-1 dell’Hellas.

Petagna: 5. Si dimena a tutto campo alla ricerca della sponda giusta. Spende tante energie al servizio della squadra, ma da un attaccante è lecito aspettarsi conclusioni verso la porta. Che non arrivano. E non è solo colpa sua. Dal 65' Osimhen: sv. Quasi impossibile esprimere un voto. Entra quando il Verona sembra in possesso della gara e chiude ogni varco. Corre, si impegna, prova a dare un minimo di profondità alla squadra. Ma tornare in campo dopo tanto tempo non è semplice per nessuno.

Gattuso: 5. Se la squadra fa incredibili errori tattici, è o non è anche un po' colpa sua? Se la squadra non lo segue come dovrebbe, bisogna capire qual è il reale problema. Le responsabilità non sono certamente tutte sue, ma se Maksimovic, ad esempio, non ha la serenità giusta per scendere in campo, allora non sarebbe mille volte meglio puntare su Rrahmani che almeno non ha un contratto in scadenza? Ed inoltre, in occasione del primo gol del Verona, come ci e si spiega il clamoroso pasticcio tattico? Per Rino la rosa è competitiva e completa, lo ha ribadito più volte. Se invece ha cambiato idea, chieda al club di intervenire sul mercato per colmare i vuoti. Il club ha le sue responsabilità e i calciatori anche, ma a lui qualche colpa si può dare oppure è lesa maestà?


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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