Verona, ancora episodi di razzismo al Bentegodi: insulti a Maignan

Lo Stadio Bentegodi si è ancora reso "protagonista" di insulti razzisti. Mike Maignan è stato colpito dai tifosi del Verona.
C'è una parola che nel calcio ritorna troppo spesso e ogni volta pesa di più: razzismo. Quanto accaduto al Stadio Marcantonio Bentegodi, durante la sfida tra Verona e Milan, non è un episodio isolato. È l'ennesima conferma di un problema che il sistema continua a rincorrere senza mai risolvere davvero.
Maignan ha subito insulti razzisti a Verona
Nel mirino, ancora una volta, Mike Maignan. Un portiere, un professionista, un uomo che si trova a dover convivere con qualcosa che non ha nulla a che fare con il gioco. La procura federale è stata informata, come da prassi. L'arbitro Daniele Chiffi e il quarto uomo hanno fatto ciò che il protocollo prevede. Ma è proprio qui che si apre la questione più scomoda: il protocollo basta?
Perché gli episodi di razzismo non si riescono a impedire?
Perché il problema non è più identificare gli episodi. Il problema è impedirli. Ogni volta si ripete lo stesso schema: segnalazione, indagine, eventuale sanzione. E poi, qualche settimana dopo, un nuovo caso. Come se il sistema avesse accettato una sorta di inevitabilità, come se il razzismo fosse un rumore di fondo da gestire, non da eliminare in modo definitivo.






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