Uno dei pilastri del Napoli manca all'appello, Garcia fa fatica a crederci

Il compito di Rudi Garcia è molto arduo: al di là degli aspetti tecnico-tattici dovrà fronteggiare il versante psicologico e sarà necessaria una notevole maestria.
Dopo la sbornia per lo scudetto, per il Napoli è tempo di tornare con i piedi per terra per costruire altri sogni. Incassato l'addio di Spalletti, in panchina è arrivato Garcia ed è fisiologica la necessità di pazientare per vedere i primi risultati di questo cambio di pelle sul versante tattico. Tra le tante perplessità, però, ce n'è una che non riguarda la gestione del tecnico francese, ma l'atteggiamento di uno dei calciatori che in questi ultimi due anni è diventato un vero e proprio pilastro.
Stiamo parlando ovviamente di Anguissa: 73 presenze e 4 gol nelle prime due stagioni, tra i protagonisti assoluti della cavalcata che ha portato alla conquista del terzo scudetto, elemento per larghi tratti della stagione insostituibile. Quest'anno, fino ad oggi, sembra un lontano parente del Frank ammirato da quando è arrivato e subito lanciato nella mischia in una sfida contro la Juventus. Si accende e si spegne, a tratti boccheggia. Nel complesso tanta fatica e poca qualità.
Anche Garcia fa fatica a credere ai suoi occhi. Di Anguissa disse: "Con uno così puoi andare in guerra". Lo conosce dai tempi del Marsiglia e sa quanto può dare, tra i due c'è grande sintonia. E' solo un problema fisico? E' solo questione di benzina da mettere nelle gambe?






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