"Su Juventus-Napoli e l'indignazione della Roma: il regolamento parla chiaro"

Sui social si parla anche di Juventus-Napoli e delle lamentele della Roma in relazione al rinvio della partita. La società giallorossa è molto adirata.
Sulla pagina di facebook "Il Napulegno", a firma di RS, si legge un pezzo sulla nota vicenda del rinvio di Juventus-Napoli con le polemiche successive della Roma: "Ad essere onesto, in un primo momento, avevo anche criticato l’opportunità della scelta apparentemente incomprensibile di rinviare Juve-Napoli al 7 aprile. Ma poi, dopo un’attenta riflessione, ho capito che la vicenda andava analizzata a fondo. Dunque, la Roma ha lamentato nel suo esposto alla lega calcio italiana un’ingiustizia inaccettabile. Secondo chi scrive, generalmente, di ingiustizia può parlarsi soltanto sotto due profili nel gergo comune: da un lato, l’ingiustizia giuridica, ossia il contrasto con una norma a tutti gli effetti, dall’altro, l’ingiustizia morale, dove la frizione si manifesta nei confronti di una regola meramente sociale, di opinione diffusa e condivisa, in assenza di una norma istituzionalizzata che faccia espresso divieto o imponga un dato comportamento".
L'articolo prosegue: "Nel caso in questione certamente non si è assistito alla violazione di una norma regolamentare, poiché, come pure specificato dalla Lega, tale decisione è assolutamente consentita dall’ordinamento vigente. Invero, la disposizione rilevante (art. 29 dello statuto regolamento LNPA) - a torto citata dalla società giallorossa nel suo esposto - così recita: "Non è ammesso reclamo sulla formazione dei calendari, nonché sulla data o sull'ora d'inizio delle gare. (..) E' peraltro in facoltà del Presidente disporre, sia d'ufficio sia a seguito di richiesta di una o di entrambe le Società Associate interessate, la variazione di data, dell'ora dell'inizio o del campo delle singole gare. In claris non fit interpretatio. Quindi, inutile dilungarsi oltre su questo fronte. Mi interessa piuttosto la questione morale, o meglio, logica,che, se analizzata a fondo, dimostra tutta la scelleratezza dell’esposto capitolino. Anche perché si fa fatica a pensare che nel 2021 un dibattito vertente sulla giustizia o meno della moralità di una decisione possa prescindere da un giudizio sulla logica che l’ha partorita. Ebbene, ragioniamo. Stiamo parlando di una partita da recuperare, il cui rinvio era stato occasionato da una evento cd. di forza maggiore, l’ormai celebre provvedimento dell’Asl che tutti conosciamo. La partita si sarebbe dovuta giocare il 4 ottobre e, per tutti coloro che l’hanno dimenticato, subito dopo quella giornata ci sarebbe stata la pausa delle nazionali con circa due settimane di riposo prima della ripresa del campionato. Alla luce di ciò, se proprio vogliamo farne una questione di giustizia, di parità di condizioni, allora secondo logica quella partita avrebbe dovuto giocarsi - fatta salva la sussistenza di motivi contingibili ed inevitabili come l’avanzamento nelle coppe europee di una delle due squadre o persino di entrambe - nelle condizioni più simili possibili a quelle del 4 ottobre. Ad oggi tale possibilità si è concretizzata e mi chiedo: perché mai Napoli e Juventus dovrebbero - per solidarietà o non so quale altra ragione - sentirsi in dovere di mettersi nelle stesse condizioni di altre squadre che nelle coppe europee hanno deciso e meritato di andare avanti? Agli esponenti romani dico: se a conti fatti il campionato, che sia per il titolo o per il piazzamento champions, è più importante dell’avanzamento nelle coppe, allora basterebbe uscire come ha fatto l’Inter (a mio avviso preoccupandosi altresì di finire ultima nel girone per non retrocedere in Europa league). E in quel caso state ben tranquilli che la settimana tipo non ve la toglierà nessuno. Si tratta di scelte. Semplici scelte che ogni società è libera di fare, non fare, dichiarare, non dichiarare. Peró mi sembra eccessivo - ed a tratti illogico - pretendere da squadre che dall’Europa sono fuori, e che non prendono più un centesimo di introito dall’uefa, di mettersi nelle medesime vostre condizioni. È per questo motivo che ritengo l’esposto della Roma - e il velato sdegno di Milan e Inter riportato dai giornali - a dir poco inappropriato. Di certo privo di qualsivoglia fondamento giuridico o anche solo valoriale. Una polemica fine a se stessa, senza ragion d’essere. È beffardo che proprio il Napoli venga accusato di ricevere favoritismi da chi fa fatica a rispettare i requisiti minimi per l’iscrizione al campionato. Lungi dal voler passare da vittime, ma troppi dimenticano quanto questa squadra - e questa città - sia da tempo immemore in netta contrapposizione al sistema nella sua interezza (lega, arbitri, giornali, tv, ecc..). Incassiamo e sopportiamo. Ma permettetemi di dire che mai avrei pensato un giorno di vedere accostato il Napoli al Palazzo".







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