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"State buoni se potete", il progetto di Allegri è nuovo. No al trattamento Garcia


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Pubblicato nella sezione Campionato
State buoni se potete, il progetto di Allegri è nuovo. No al trattamento Garcia
© foto di SSC Napoli

Il Napoli ha perso la gara d'esordio al Maradona con il Como, ma serve calma e oggettività. Allegri ha iniziato un nuovo progetto, contro l'Inter potranno arrivare ulteriori risposte.


Il Napoli di Massimiliano Allegri perde la gara di esordio allo stadio Diego Armando Maradona nella stagione del centenario, scatenando in poche ore una vis negativa e pessimista oltremodo ingiustificata, bisogna mantenere calma e oggettività, ecco perché.


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Il Napoli ha perso con il Como, "state buoni se potete"

Ripetiamo tutti insieme: si è persa una partita, la seconda di una stagione che nel peggiore dei casi ne proporrà altre 47. Si è perso contro il Como, “che ofessa” direbbe Totò. Ma si è perso per mano di una squadra da Champions League, squadra dai valori tecnici sontuosi, allenata da un tecnico avanguardista, preparato e di mentalità, che lavora ormai da 3 anni al progetto tecnico di una delle Società più ricche d’Europa. Si è avuto la peggio, di misura, contro una delle squadre che pressano di più e meglio in Europa, che nello scorso campionato ha fatto registrare la migliore difesa con 29 reti subite e che nelle ultime 8 trasferte a cavallo anche con la scorsa stagione aveva collezionato 6 vittorie e 2 pareggi. E si è perso non di goleada, come sembrerebbe leggendo tra commenti, social e quant’altro, ma di misura, finendo in crescendo e sfiorando il pareggio.


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IL NUOVO PROGETTO

Forse ciò che sfugge a molti è che nell’anno del centenario parte un nuovo progetto, con un nuovo allenatore, con una nuova metodologia di allenamento, con una nuova tipologia di gestione dei rapporti con i calciatori. A molti sfugge che in due gare, a Genoa e contro il Como, si sia già potuto percepire il coinvolgimento fattivo, e non solo a parole, di tutti gli elementi della rosa, con Lang, Rafa Marìn e Lucca che hanno mostrato un atteggiamento e una voglia completamente diverse da quelle esibite nella scorsa stagione. A molti sfugge che, in un cantiere ancora aperto che vede McTominay alle prese con le vesciche e Anguissa ancora palesemente non al top della forma fisica, Allegri, da tutti etichettato come allenatore conservativo e difensivista, abbia ad un certo punto della contesa messo in campo contemporaneamente Politano, Neres, Lucca, De Bruyne e Alisson, dimostrando coraggio e voglia di trasmettere mentalità ai suoi, altro che difensivista. Il Napoli ha perso una partita dopo averne vinta una, difficile, meritatamente a Marassi. La stagione è lunga, e questa rosa è forte.

NO AL TRATTAMENTO GARCIA

La sensazione, triste ahimè quanto netta, che si avverte è quella di un film già girato quando Garcia fu chiamato a sedere sulla panchina del Napoli scudettato. Critiche, alcune certamente giuste, altre palesemente gratuite, a carico del tecnico transalpino, che purtroppo risuonano come nel peggiore dei ricorsi storici nelle ultime ore a danno del tecnico livornese. Leggo e sento cronisti, opinionisti e non addetti ai lavori, che giudicano inadeguata la preparazione atletica dello staff di Allegri, che hanno già dato una etichetta al gioco del nuovo Napoli e apostrofato giocatori importanti che al Napoli hanno dato 2 scudetti e una Supercoppa italiana. Nulla di particolarmente sconvolgente se a fare tutto ciò sono i tifosi; molto grave e dannoso se a farlo sono invece cronisti e opinionisti di turno. E’ evidente allora che in questa straordinaria città si fa fatica ad imparare e si ha scarsa memoria storica.

Una squadra senza mercato, ecco quello che è l’ultimo refrain, una squadra destinata a faticare anche per arrivare in Europa. Un tecnico del quale si cronometrano le conferenze stampa e al quale si dà continuamente dell’”aziendalista” manco fosse una mala parola. D’altra parte questi siamo noi napoletani: sospesi tra due vulcani, e per questo instabili, istrionici e altamente volubili, propensi a relegare tutto ciò che è nel mezzo e nell’equilibrio in uno stato d’animo chiamato “pucundria”, spesso per questo artisti nel farsi male da soli. Noi però lo scriviamo chiaro e lo scriviamo adesso: questo Napoli, che così scarso non ci sembra, questo tecnico, che ha portato sorrisi, leggerezza, coinvolgimento e inclusione reale, questa proprietà, che ha portato il Napoli e Napoli a livelli di splendore mai raggiunti prima, meritano il nostro rispetto e incoraggiamento.

Saremo i primi, come sempre in passato da queste colonne, a criticare se ci sarà motivo qualora dopo una decina di gare non si vedessero progressi, ma farlo adesso è puro autolesionismo. Ricordate l’annata di Garcia/Mazzarri/Calzona? Meditate napoletani, meditate e ripetiamo insieme: si è persa una partita!!!


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Alessandro D'Aria
Match Analyst, Football Data Analyst e Professional Football Scouter, certificato ed abilitato alla professione. Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Campania, a fine anni '90 ha seguito da vicino il Napoli, sia Primavera che prima squadra.
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