Quando la griglia porta fortuna: come il Napoli ha vinto lo scudetto partendo da "underdog"

I cosiddetti esperti, i famigerati "grigliatori", piazzavano il Napoli tra le sconfitte del campionato italiano.
Napoli 5°, nella migliore delle ipotesi, per buona parte delle testate sportive, che fossero televisive, cartacee o sul web. Siamo ai nastri di partenza della stagione 2022-23 e le redazioni calcistiche si divertono a preconizzare l'ordine di arrivo della serie A. Gli Azzurri partivano da "underdog". come ha rammentato Osimhen in occasione dell'intervista a bordo campo: "Eravamo gli underdog, nessuno ci dava per favoriti, invece noi ci credevamo, io sono qui da tanto tempo e sto lottando da tanto tempo"
Secondo i GRIGLIATORI, la squadra partenopea partiva tra le sfavorite per la rivoluzionante campagna acquisti avvenuta la scorsa estate. L'addio di alcuni pezzi pregiati, come Insigne, Mertens, Fabian Ruiz, Ospina e Koulibaly, aveva condizionato il giudizio dei cosiddetti "esperti" dei pronostici.
Ad ogni modo non va sottovalutato il peso psicologico di una squadra che viene piazzata tra le sfavorite. Nella mente di un giocatore può scattare una sorta di vendetta, oppure una voglia di spingersi oltre i propri limiti. Del resto, le parole di Osimhen, sono un esempio lampante. E, soprattutto, questo tipo di equipe hanno meno pressioni e, dunque, possono lavorare in totale tranquillità.
All'alba della stagione ancelottiana, invece, gli azzurri venivano considerati tra i favoriti per il titolo, poiché l'anno prima l'avevano sfiorato con Sarri. Tuttavia sia Ancelotti, e forse anche la società, non avevano calcolato che ormai quei calciatori erano arrivati alla fine di un ciclo e probabilmente non potevano esprimersi con lo stesso vigore. Abbiamo potuto verificare, appunto, come, di fronte alla conquista di un obiettivo - quello della scorsa stagione - le energie psicologie sono calate drasticamente. Ormai, dunque, difficilmente quei giocatori riuscivano a reggere una tale pressione.
A consuntivo, per come sono andate le cose, l'auspicio, quindi, è che il Napoli venda i pezzi pregiati, che sia al centro di un turbinio di devastanti malintesi e attriti tra membri dello staff e proprietà, al punto da far dimenticare, agli occhi della stampa specializzata, la pur leggendaria stagione che l'ha vista inarrestabile protagonista, in modo da partire, nuovamente, da "underdog". Non porta solo bene ma è anche coerente con il dna del Napoli che, diversamente dal triangolo di compagini plurititolate, non è schiava dell'obbligo di vincere.








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