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Piano anti-Inter, le mosse di Conte per contrastare la compagine nerazzurra

Come il Napoli può battere l'Inter. Abbiamo analizzato le possibili mosse di Antonio Conte per avere la meglio della compagine di Cristian Chivu.


Alessandro D'AriaAlessandro D'AriaMatch Analyst

10/01/2026 19:35 - Campionato
Piano anti-Inter, le mosse di Conte per contrastare la compagine nerazzurra

Il Napoli di Antonio Conte contro Inter di Cristian Chivu è uno scontro di filosofie molto interessante. Sulla base dei principi dei due allenatori, ecco quali “armi” tattiche Conte potrebbe sfruttare contro questa Inter che vive un momento di forma straordinario.


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Il piano anti-Inter di Conte

IL CONTESTO TATTICO. L’Inter gioca con un sistema 3-5-2 / 3-4-2-1 caratterizzato da un pressing alto, linea difensiva avanzata per permettere una verticalità immediata dopo il recupero del possesso. Questo atteggiamento talvolta espone troppo la difesa, che può diventare vulnerabile in transizione e alle spalle dei braccetti. Il Napoli come sappiamo, per necessità dettata dalle numerose indisponibilità, si esprime da tempo con un sistema 3-4-2-1 / 3-5-2 molto strutturato, caratterizzato da una grande organizzazione difensiva, transizioni micidiali e ricerca sistematica degli esterni e degli half-spaces.


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L’ARMA PRINCIPALE: TRANSIZIONE OFFENSIVA IMMEDIATA

In un contesto tattico di questo genere, ecco che l’arma principale per Conte potrebbe essere proprio quella della transizione offensiva immediata. La più grande debolezza dell’Inter di Chivu, infatti, è la protezione difensiva dopo la perdita del possesso palla. Ecco che quindi il Napoli, a seguito di un recupero basso o medio del possesso, proverà ad andare di verticalizzazione immediata sui due trequartisti o sulla punta, attaccare alle spalle dei braccetti laterali (soprattutto quando i quinti dell’Inter sono alti), e all’occorrenza ricercare la seconda palla. Conte, come sappiamo, prepara le squadre per aggredire subito la zona della respinta. Un piano del genere potrebbe funzionare perché l’Inter tende a restare alta e “spaccata” nelle prime fasi di transizione negativa.

ATTACCO DIRETTO DELLO SPAZIO DIETRO LA LINEA ALTA

Chivu alza molto il baricentro, tendendo a tenere molto alta la linea difensiva. Non a caso l’Inter è la squadra con DLine (Defensive Line) più alta (51,21 metri), seguita proprio dal Napoli con 49,58 metri. Conte ama punire proprio questo tipo di squadre utilizzando dinamiche ad hoc. In primis con movimenti in profondità della punta e inserimenti dei trequartisti, ma anche con lanci diagonali dei braccetti o del regista verso l’esterno opposto e attacco sul lato debole quando il quinto dell’Inter è alto. Una situazione di gioco tipica, certamente preparata dallo staff tecnico azzurro, potrebbe vedere l’Inter in possesso, palla persa, e Napoli che attacca immediatamente lo spazio tra braccetto e centrale.

BLOCCO MEDIO-BASSO E TRAPPOLE LATERALI

Conte raramente pressa in modo caotico, preferisce piuttosto indirizzare il gioco. E’dunque altamente probabile che il Napoli possa lasciare costruire i tre centrali dell’Inter, chiudere il centro e indirizzare la manovra verso le fasce dove viene preparata l’aggressione a tre (esterno, mezzala, braccetto) sul portatore. Conte sa bene che

la costruzione dell’Inter non è sempre pulita, ecco che quindi vorrà forzare  il gioco esterno per giocare più palloni sporchi e facilitare recuperi alti e transizioni veloci.

SOVRACCARICHI SUGLI ESTERNI CONTRO I QUINTI DELL’INTER

Chivu chiede molto ai suoi quinti: ampiezza in attacco, copertura in difesa. Questo doppio lavoro però li espone. Il Napoli può colpire con catene laterali a 3 uomini (braccetto + esterno + trequartista). Ma anche con la creazione di 2 vs 1 costante sul quinto avversario finalizzati al cross teso sul primo palo e/o all’attacco del secondo palo del lato opposto. Questa codifica è mirata a costringere il braccetto dell’Inter a uscire e a creare così un buco centrale.

STRUTTURA DIFENSIVA ANTI-VERTICALITÀ

Questa Inter vive di recuperi alti e attacchi rapidi. Qui Conte è un maestro nella neutralizzazione, grazie a linee corte tra difesa e centrocampo, scivolamenti laterali sincronizzati e, come ultima ratio, falli tattici immediati sulle prime ricezioni tra le linee. Una volta tagliate le transizioni, l’Inter è costretta a giocare di attacco posizionale, dove è certamente meno imprevedibile.

MASSIMA ATTENZIONE ALLE PALLE INATTIVE (SET PIECES)

Contro la corazzata di Chivu, capace di un attacco finora da 40 reti, il migliore di gran lunga in Serie A, il Napoli dovrà prestare la massima attenzione ai pericoli che arriveranno dalle palle inattive. L’Inter ha infatti realizzato 29 reti in open play, vale a dire in situazioni di gioco aperto, ma ben 11 da set pieces (palla inattiva), ossia il 28%, di cui 9 da sviluppo di corner e 2 da penalty. In particolare, le 9 segnature da corner scaturiscono da 125 calci d’angolo battuti, con una percentuale di realizzazione del 7,20%. Basti pensare che il Napoli, dai 105 angoli battuti, ha ricavato appena 3 realizzazioni, con una percentuale realizzativa pari al 2,86%.


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Alessandro D'AriaAlessandro D'Aria
Match Analyst e Football Data Analyst certificato ed abilitato alla professione. Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Campania, a fine anni '90 ha seguito da vicino il Napoli, sia Primavera che prima squadra.
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