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Pastore: "Su Zielinski ho un dubbio che rode. Rubati al Napoli due rigori clamorosi"

Rosario Pastore, in passato prima firma de La Gazzetta dello Sport, ha fatto il punto sui partenopei dopo il successo sul Monza.


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

07/04/2024 19:01 - Campionato
Pastore: Su Zielinski ho un dubbio che rode. Rubati al Napoli due rigori clamorosi

Rosario Pastore, giornalista, ha analizzato sui propri social la vittoria del Napoli sul Monza. Queste le sue parole: "Non ho difficoltà ad ammetterlo: a fine primo tempo di Monza-Napoli sono stato fortemente tentato di abbandonare Dazn e passare al Canale 203 di Sky. Dove Matteo Berrettini stava per affrontare (e battere, complimenti!) Carballes Baena nella finale del singolare di tennis a Marrakesh. Non l'ho fatto sia per una botta di masochismo (voglio vedere questo bruttissimo Napoli dove vuole arrivare) sia per l'antico amore, purtroppo o per fortuna coriaceo ad ogni delusione, per i colori azzurri. Ed ecco, il paradiso all'improvviso. La formazione di Calzona  tornava in campo completamente trasformata. Alla improbabilità, alla mediocrità, all'assoluta mancanza di spirito combattivo, subentravano la tecnica, le idee, la voglia di emergere, in una parola, la dignità di una squadra finalmente in grado di legittimare quello scudetto che esibisce sul petto".

Poi ha aggiunto: "LA RISATA - Un Napoli che aveva deciso di dominare da par suo la gara, imponendo al Monza la superiorità del più forte in assoluto. Nella felicità dell'1-2 (rete capolavoro di Osimhen che, elevandosi sul cross di Anguissa, superava di testa il portiere lombardo e rimetteva i piedi a terra con la testa imbiancata dalla neve delle grandi altezze e raddoppio con l'eurogol di Politano), è stata una goduria seguire un particolare. Quella risata soddisfatta esibita da Galliani dopo il gol di Djuric che si spegneva in una smorfia quasi di disappunto. Per poi trasformarsi quasi in rabbia alla prodezza di Zielinski: prodezza da manuale del calcio anche quella del centrocampista polacco. Naturalmente la soddisfazione per il vantaggio non poteva far dimenticare le immagini di mollezza del primo tempo, specie quelle del reparto difensivo, con quel coinvolgimento colpevole di Di Lorenzo e Juan Jesus in occasione del vantaggio monzese. 


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Quindi ha proseguito: "ZIELINSKI - Dopo pochi minuti dalla segnatura, Calzona ha deciso di sostituire il polacco. Chissà perché, ho avuto un pensiero malizioso. E cioè che lo abbia fatto per non accrescere il disappunto dei tifosi al pensiero che quel giocatore non ancora trentenne e quindi nel pieno potenzialità tecniche, sia stato lasciato andare così, quasi senza colpo ferire. Spero proprio che il Napoli non debba pentirsi troppo di quest'altra responsabilità del presidente. Con i colori dell'Inter, Zelinski quasi certamente partirà titolare. Mentre, su input di De Laurentiis, era stato escluso dall'elenco Uefa di Champions. Un dispettuccio per non aver accettato di essere ceduto agli arabi, facendo perdere al club azzurro un po' di euro ma anche dimostrando di essere attaccato alla nostra città? Un dubbio che rode, se permettete. Fosse andata veramente così, avremmo fatto come quel famoso marito che, per vendicarsi della consorte, fa su se stesso un certo tipo di operazione...".

Sugli arbitri: "Quasi per miracolo, stavolta il Napoli non ha dovuto pagare i clamorosi errori della direzione di gara. Il "trio de la muerte", con Doveri in campo e Abisso con Massimi al Var, ne ha combinate di gravissimi. Il primo ha letteralmente "rubato" agli azzurri due rigori clamorosi mentre gli altri due si sono guardati bene dal consigliargli una verifica. Caragrazia che ci abbiano pensato Osimhen, Politano, Zielinski e Raspadori a rimediare. Altrimenti staremmo ancora una volta sacramentando contro una classe arbitrale poco, pochissimo empatica con il Napoli. Ed uno si chiede da che cosa discenda questa cecità costante quando si tratta di punire falli, anche clamorosi, perpetrati in danno degli azzurri. Insomma, neanche lo sfizio di vedere l'arbitro andare a verificare le immagini al monitor. No, solo la sicurezza più assoluta che quegli interventi in area erano stati del tutto innocenti e inoffensivi. Retaggio di battaglie contro i mulini a vento condotte dal club, col solo risultato  di creare malumori lassù, dove si comanda? Chissà".

Infine ha concluso: "FUTURO - Naturalmente, quando poi tutto finisce, resta sempre l'amaro in bocca per quello che poteva essere e non è stato. E uno si chiede come sia possibile giocare in modo indegno contro l'Atalanta e per metà partita a Monza e poi trovarsi di fronte ad una squadra che esercita un predominio quasi assoluto sull'avversario. Si doveva arrivare alle presunte voci di segnali di minacce, del tutto condannabili, si badi bene, per dare una risvegliata? E naturalmente si torna col pensiero agli errori regalati a piene mani, addirittura dal giorno del trionfo. Vengono alla mente i comportamenti da padrone delle ferriere verso maestranze che si erano fatte il mazzo per riportare lo scudetto a Napoli. E quelle trattative al ribasso ("tu mi hai fatto vincere e guadagnare ed io per ricompensa ti allungo il contratto, ma a cifre inferiori"). E il trattamento verso chi era stato giudicato il miglior giocatore dell'intero campionato scorso, al quale non è stato riconosciuto un aumento che sarebbe stato del tutto legittimo. Ora, che futuro ci aspetta? Il nuovo direttore sportivo è uno specialista assoluto nello scovare giovani talenti. Forse il programma è di trovare elementi da valorizzare e poi cedere? Un po' di chiarezza non sarebbe una cattiva idea. Intanto, teniamoci stretti i 3 punti di Monza e ricominciamo a fare i nostri calcoli. Continuare a sognare non costa niente, no?".


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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