Pastore: "Ingiustizia contro il Napoli, tutti zitti e con tanta acqua in bocca"
Rosario Pastore, giornalista, ha analizzato il momento del club partenopeo tra risultati sportivi e calciomercato, ma non solo.

Continua a tenere banco la questione dei limiti al mercato del Napoli con l'ormai famoso vincolo del "saldo zero". Sui social il commento del giornalista Rosario Pastore, in passato firma de La Gazzetta dello Sport, che ha fatto il punto sui partenopei dopo il successo sulla Cremonese.
Queste le sue parole a partire dalle critiche ricevute da Antonio Conte per le dichiarazioni post gara: "Ecco che, quando Conte parla di grandi distanze tra il Napoli e le strisciate, enumerandone anche i motivi, c'è stato chi si è infervorato. Il tecnico, nel post Cremonese, ha parlato innanzitutto di strutture. E subito è arrivato il tizio che gli ha dato del "piangina", di quello che "chiagne e fotte", del solito lamentoso che poi fa i cavoli suoi. Eh, no, cari amici. Anche se ci fa male, certe realtà le viviamo sulla nostra pelle, da tifosi".
Ed ha aggiunto: "Credete, forse, che se una certa norma sul divieto di operare sul mercato di gennaio, anche quando si hanno i conti perfettamente in ordine e che colpisce solo due società, Pisa e Napoli, la seconda delle quali virtuosissima in fatto di bilanci, sarebbe passata in altri casi così facilmente? Credete che, se ad essere colpito, fosse stato uno dei club del trio delle meraviglie, non ci sarebbe stata una sollevazione guidata alla "avanti, savoia!" da tutti i media del Nord? E invece è passata così questa ingiustizia contro il Napoli, quasi senza colpo ferire, neppure di striscio. Tutti zitti, con tanta acqua in bocca, come se non si volesse disturbare il manovratore. E pensate voi che che, se un sacco di decisioni arbitrali, molto spesso ad capocchiam, avessero in qualche modo danneggiato chi sappiamo noi, non si sarebbero scatenate polemiche furibonde, con i direttori di gara messi alla gogna senza pietà?".
"D'altra parte, ragioniamoci un po' su. Non mi pare di aver letto, negli ultimi anni, di dirigenti milanisti, interisti, juventini che si siano scagliati apertamente contro i poteri forti e l'organizzazione del calcio. Perché certe pietruzze - ha spiegato Pastore - non si cavano dalle scarpe in piena luce, coram populo, ma nei meandri segreti di conciliaboli e accordi vari. E invece succede che, alla festa organizzata dalla Gazzetta per premiare squadre e giocatori del campionato scorso, Aurelio De Laurentiis si sia messo a parlare di come il calcio, a suo modo di vedere, andrebbe cambiato. Basterebbe ricordare le espressioni di fastidio di Nizzola, Federcalcio, e Signorelli, Lega di Serie A, per rendersi conto di come quella denuncia venisse accolta. DeLa ha fatto grandi, grandissime cose per il Napoli, questo va ammesso una volta per tutte, gli attacchi, spesso interessati, che ancora gli arrivano da qualche parte sfiorano il ridicolo. Ma da un suo illustre predecessore, Corrado Ferlaino, dovrebbe imparare una grande lezione. Certe prese di posizione è bene prenderle. Ma difficilmente avranno successo con un attacco frontale. Molto meglio lavorare alla Richelieau, tessere manovre per arrivare allo scopo. Il Napoli, grazie all'attuale presidente, ha raggiunto dimensione internazionale, ora bisogna tirare le fila e sfruttare il grande lavoro fatto. Anche, naturalmente, avvalendosi della capacità di penetrazione dei media. Sono pochi, certo, rispetto alle corazzate del Nord. Ma, ad esempio, "Il Mattino" ha fior di giornalisti e sono convinto che l'organo napoletano sarebbe orgoglioso di condurre fino in fondo certe battaglie.
Poi ha concluso: "Tutto qui. Anzi, quasi. Perché capita poi che, oltre al resto, ci siano anche certi episodi che fanno precipitare nello stupore. Un esempio, la clamorosa fesseria di un difensore della grandissima esperienza come Djimsiti che, preso da improvviso raptus, invece di liberare ha deciso su un improbabile passaggio verso le sue retrovie. Poi succede che, a una manciata di minuti dal fischio finale, Samardzic. a pochi passi dalla porta, sbagli clamorosamente, di sinistro (il suo piede preferito) il più facile dei gol-pareggio. E, guarda un po', queste due disattenzioni hanno consentito all'Inter, in difficoltà, di andare a vincere il delicato confronto di ieri contro l'Atalanta, a Bergamo. Fosse mai che certi di certi regalini capitino al Napoli. Macché, gli azzurri devono darsi da fare per guadagnare ogni punto, ed a sudarsi ogni minima occasione. Com'è accaduto ieri, con un Hojlund stratosferico contornato da una squadra che ha sfiorato la perfezione. Ma anche questo è il calcio. O no?".
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