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Pastore: "De Laurentiis scenda dal ronzino: visto cosa sta accadendo? Il Napoli sta sulle palle a..."

Le parole del noto giornalista: "Nelle ultime settimane, sia in casa sia in trasferta, abbiamo assistito ad un autentico festival di orrorifiche decisioni arbitrali".


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

30/12/2023 00:05 - Campionato
Pastore: De Laurentiis scenda dal ronzino: visto cosa sta accadendo? Il Napoli sta sulle palle a...
© foto di Image Photo Agency

Rosario Pastore, giornalista, ha analizzato il momento del Napoli dopo il pareggio interno contro il Monza. Queste le sue parole: "Ha voluto fare il colpo di teatro, Aurelio. Si è cosparso il capo di cenere e si è presentato nella conferenza stampa del dopo partita al posto di Mazzarri. Assumendosi tutte le responsabilità delle delusioni che il Napoli sta facendo ingoiare, una dietro l'altra, ai suoi tifosi. Che vorrebbe in cambio? Che dicessimo: guarda che coraggio, De Laurentiis, che senso di responsabilità, che testimonianza di modestia. Va 'bbuò, se proprio lo vuole, il popolo partenopeo può anche arrivare a scusarlo. Tanto, scuse e non scuse, non cambia niente, purtroppo. Il mezzo (vedete?, spero ancora ardentemente che sia mezzo) disastro è compiuto, piangere sul latte versato non porta a niente. A meno che... A meno che questo signore non impari qualcosina dagli schiaffoni (sportivi, naturalmente) che sta ricevendo a piene mani. E non cominci a comportarsi in modo differente".

Poi ha aggiunto: "Dovrebbe cominciare, ad esempio, che scenda dal ronzino e smetta le vesti del don Chisciotte del calcio, seppellendo quelle battaglie che sono servite semplicemente a rendere invisa la squadra che lui dovrebbe proteggere, dall'Uefa, alla Federcalcio e via battagliando. Diciamocela tutta: il Napoli sta sulle palle all'apparato dei poteri forti e sta altrettanto sulle palle, quasi come logica conseguenza, alla maggior parte della classe arbitrale. Nelle ultime settimane, sia in casa sia in trasferta, abbiamo assistito ad un autentico festival di orrorifiche decisioni arbitrali. E quando non si è trattato di decisioni, abbiamo visto comportamenti provocatori, quasi di sfida, come a voler innervosire ad ogni costo i giocatori invisi. L'ultimo esempio di una, ahimé, lunga seria, ce lo ha offerto ieri il signor Di Bello, già molto noto dalle nostre parti per alcuni significativi precedenti. Malafede? Ma no: quasi un istintivo sentimento di antipatia che potrebbe discendere proprio dagli attacchi gratuiti che la dirigenza partenopea ha continuato a portare a chi decide le supreme cose".


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Infine ha concluso: "Chiarisco, onde evitare l'accusa di "chiagnazzareria": il pareggio non è figlio di decisioni arbitrali (anche se c'è quel rigore, accordato e fallito, apparso un tantinello generoso). Ma no, gli azzurri hanno pagato ancora una volta errori marchiani nelle conclusioni: è vero, Anguissà? è vero, Kvara? Dico solo che, al di là dei risultati, l'atteggiamento dei direttori di gara nei nostri confronti dà quasi la certezza che, come dicevo prima, e mi scuso per la volgare ripetizione, a questa gente stiamo sulle palle. C'è rimedio? Beh, se avessimo almeno un Mourinho che, alla vigilia delle gare, porta attacchi infernali, dati alla mano, all'arbitro designato, ottenendo in cambio atteggiamenti da pecorelle, forse qualcosina potremmo ottenerla. Ma non siamo capaci manco di rappresentare queste sceneggiate. E allora, copriamoci la testa e aspettiamo che questo periodo passi. Tanto, c'è il presidente che si prende tutte le colpe".


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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