Pallonata in volto a Deiola, il gol della Lazio era da annullare? La sentenza di Marelli

Ai microfoni di DAZN l'ex arbitro Luca Marelli ha commentato l'episodio controverso di Lazio-Cagliari.
Non si placano le discussioni dopo Lazio-Cagliari. A far discutere è soprattutto l'episodio che ha preceduto il gol decisivo dei biancocelesti all'83', firmato da Andrea Pinamonti su assist di Pedraza. Al centro della protesta rossoblù c'è quanto accaduto pochi istanti prima della rete, con Deiola rimasto a terra dopo essere stato colpito al volto da una conclusione di Dele-Bashiru.
Cosa è successo all'Olimpico
Tutto nasce da un tiro dalla distanza del numero 7 della Lazio, deviato proprio da Deiola. Il pallone finisce poi nella disponibilità di Isaksen e l'azione prosegue fino alla conclusione vincente di Pinamonti. Il difensore del Cagliari, però, era rimasto al suolo dopo aver ricevuto una pallonata in pieno volto. L'arbitro Colombo non ha interrotto il gioco, consentendo ai padroni di casa di completare la manovra. Una decisione contestata immediatamente dai giocatori rossoblù, che chiedevano lo stop dell'azione. Il regolamento prevede infatti particolare tutela per i calciatori colpiti al volto.
Marelli: "Rimane una valutazione errata di Colombo"
A DAZN è intervenuto Luca Marelli, ex arbitro e opinionista, che ha chiarito la natura dell'episodio: "Il problema non è sull'azione che è regolarissima, ma quanto sul fatto che Deiola è stato colpito il volto da una pallonata. L'azione è proseguita, ma trattandosi di un colpo al volto, l'arbitro avrebbe dovuto fermare il gioco e interrompere. Non mette in dubbio il risultato dell'azione o della partita".
Marelli ha poi spiegato perché Colombo potrebbe non essersi accorto della natura del contatto: "Probabilmente Colombo non si è reso conto che il giocatore del Cagliari è stato colpito al volto e ha pensato che fosse stato colpito in altra zona, come il petto o la pancia. Manca un'interruzione del gioco, perché trattandosi del volto è una parte del corpo particolarmente tutelata".
Perché il VAR non poteva intervenire
Il passaggio più importante riguarda proprio la possibilità di correggere la decisione attraverso la tecnologia. Marelli è stato netto: "Non rientra nella fattispecie del VAR previste del protocollo. Rimane una valutazione errata di Colombo".








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