Padovan: "Napoli alla pari dell'Inter. Scudetto, il mio pronostico"

Giancarlo Padovan, giornalista, si è proiettato alla sfida del Diego Armando Maradona tra il Napoli e l'Inter.
Il successo della Juventus, venerdì a Monza, rende Napoli-Inter diversa dalla partita che sarebbe potuta essere. Nel senso che un pareggio dei bianconeri in Brianza avrebbe portato pressione solo sul Napoli, bisognoso di una vittoria per accorciare sull'Inter e riaprire il campionato. Così, invece, l'Inter non ha a disposizione due risultati su tre, come accaduto domenica sera a Torino, ma deve battere la squadra di Mazzarri per tornare da sola in testa alla classifica.
Ecco quanto scrive Giancarlo Padovan su calciomercato.com: "Il Napoli, pur attardato in classifica, dispone di una rosa estremamente competitiva (ad inizio torneo la ritenevo addirittura superiore a quella dell'Inter), il ritorno di Walter Mazzarri ha ricompattato lo spogliatoio, la squadra gioca meglio e dovrebbe rientrare Osimhen dal primo minuto. Insomma, la possibilità di ritrovarsi un avversario completamente rigenerato rispetto alla gestione Garcia è molto alta. Se a questo si aggiunge l'entusiasmo che sprigionerà il Maradona e l'atmosfera calda dei suoi tifosi, si ottengono tutte le condizioni perché uno scherzetto all'Inter possa essere portato. Perché il valore complessivo dell'organico è quasi pari, il Napoli è in netta ripresa (ha giocato bene anche a Madrid) e, soprattutto, l'Inter proviene non da uno, ma da due pareggi consecutivi. Non è necessariamente indice di malessere, ma a Napoli la mediocrità deve essere spezzata e l'imperativo è vincere. La mia sensazione è che l'Inter sia pronta a riprendere la marcia che ha avuto finora e voglia concedere al massimo le briciole agli antagonisti".
"Detto tutto questo, lo scudetto sarà comunque dell'Inter (opinione personale), ma attraverso una trama diversa rispetto a quella attuale. Non più un monologo, come sembrava, ma un dialogo da interrompere, una gerarchia da ricostituire. Comunque la si voglia vedere, tutta un'altra storia da raccontare e in cui la Juve non sarebbe più una comprimaria occasionale".






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