Napoli-Milan dalla A alla Z: l'infamia, l'armadio e le gesta del "Diavolo Ciro". Zuccata e dubbio...
Black out nella ripresa per gli uomini di Sarri che subiscono due gol in pochi minuti: Niang e Suso sugli scudi. Campanello d'allarme...
A rmadio, da Arcadio a mobile di lusso a 4 ante il passo è breve. Milik apre il cuore dei tifosi.
B lack out nella ripresa per gli uomini di Sarri che subiscono due gol in pochi minuti: Niang e Suso sugli scudi. Campanello d’allarme…
C ori infami, i soliti sul Vesuvio, dal settore dove erano assiepati i milanisti: veleno inutile in barba alle tragedie che, evidentemente, non sconvolgono nemmeno più. Il Pil sullo stomaco.
D iavolo, al San Paolo un demonio c’era e non era il Milan. Ma Dries Mertens.
E pisodio dubbio, alla fine il gol viene assegnato a Callejon dopo il tocco di Romagnoli con le mani nel disperato tentativo di evitare l’autogol. Doppietta anche per Josè. Tre doppiette in due partite: Mertens (a Pescara), Milik e Callejon (contro il Milan). I gol di Higuain da spalmare…
F uturo assicurato per il dopo Buffon: la Nazionale ha trovato l’erede di Piergigino. Donnarumma, napoletano, è davvero un campione. Che parate su Mertens.
G iro, i tiri del folletto belga che trovano pali e punte di guantoni. Gli arcobaleni di Mertens. Pittura fiamminga su prato.
H otel Vesuvio, in tanti stanno ancora cercando Cavani. Ma i giornali rilanciano: “De Laurentiis vuole El Matador”. E il mistero del lungomare affollato si infittisce.
I nnamorati in cerca di calore perduto. Poco più di trentamila ieri al San Paolo, i tifosi del Napoli hanno un amore unico al mondo, ma ora serve il guizzo finale sul mercato per scatenare nuovamente una passione infinita.
L ettera di David Lopez ai napoletani: “Addio mia bella Napoli mai più ti rivedrò, perderai tirabusciò”.
M ediana da urlo: Jorginho, Allan, Hamsik, Zielinski, Rog, Diawara. E poi ci sono anche Valdifiori e Alberto… tutto Grassi che cola…
N ove, il numero di maglia che nel Napoli non c’è. Nove, il numero di giocatori in campo per il Milan dopo le espulsioni di Kucka e Niang. Nove, il doppio nove, novantanove, sulla maglia di Milik.
O ssigeno: un pareggio e una vittoria tanto per iniziare, ora la pausa per mettere birra in corpo. Ci voleva. Le squadra di Sarri partono sempre con il freno a mano tirato pur con buoni acuti.
P olonia napoletana o Napolonia polacca. O, se volete, piccola colonia polacca a Napoli. Milik e Zielinski, che gioielli!
Q uaranta euro, il prezzo delle Curve tra polemiche e “soddisfazione” di tanti a conti fatti: “Prezzo troppo alto, ma ne è valsa la pena: che partita!”. Il mondo è bello perché è vario.
R itardo notevole: Ghoulam e Hysaj hanno le ruote sgonfie, così come Reina che per abbassarsi sul diagonale di Niang se la prende con comodo.
S porco, il tocco di Milik che fa rimbalzare il pallone scavalcando Donnarumma. Il primo gol in Italia del polacco è un misto di personalità, fortuna, convinzione.
T unnel di Mertens, il belga tra i peli della coda del Diavolo come uno scugnizzo nei vicoli di Napoli.
U more di Gabbiadini facilmente immaginabile. Sostituito a Pescara, ieri escluso e doppietta del suo compagno-“rivale”. Sarà senz’altro felice per la sua squadra, un po’ meno per se stesso sul piano individuale.
V eemenza eccessiva di Kucka, il milanista si fa espellere per inutili proteste. Prima battute di campionato e già scintille.
Z uccata di Arek, palla girata di testa all’incrocio sugli sviluppi di un corner: da quanto tempo non vedevamo al San Paolo una giocata simile? Qualcuno dice dai tempi del Pampa Sosa.








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