Napoli-Como, il piano gara. Le cinque chiavi tattiche per avere la meglio di Fabregas

Come Massimiliano Allegri potrebbe avere la meglio di Cesc Fabregas. Analizziamo quello che possono essere le chiavi tattiche della sfida di campionato contro i lariani
La ostica partita contro il Como di Fabregas non va preparata come una normale gara contro una squadra che cerca semplicemente di costruire dal basso. Il punto centrale sarà impedire al Como di dare ordine al proprio possesso, costringendolo invece a giocare una partita più diretta, intermittente e fisica. Il contesto attuale suggerisce un Napoli orientato principalmente al 4-3-3, con possibili adattamenti durante la gara, mentre il Como di Fabregas continua a lavorare su una struttura di base molto fluida, capace di trasformarsi e di utilizzare anche il doppio fantasista dietro la punta.
Allegri deve attaccare il Como in tre momenti:
1. Pressione selettiva, non pressing suicida. La prima chiave sarebbe non inseguire il Como ovunque, farebbe il gioco dei lariani. Fabregas vuole attirare la pressione per poi liberare l'uomo successivo, ecco, quindi, che se il Napoli aggredisse sistematicamente i centrali e il portiere, rischierebbe di cadere proprio nella trappola preferita del Como: essere manipolato dalle rotazioni e dalle superiorità create in costruzione. Il Napoli dovrebbe quindi difendere inizialmente in un 4-4-2 di non possesso, con una delle due mezzali che si alza accanto alla punta o con un esterno che stringe. La sequenza ideale sarebbe chiusura prioritaria del centro, controllo dell'accesso al mediano, pressione orientata verso l'esterno e aggressione forte soltanto quando il Como riceve spalle alla porta o vicino alla linea laterale. L'obiettivo non sarebbe recuperare immediatamente il pallone a ogni azione, ma rendere scomoda la costruzione interna. Il messaggio dovrebbe essere semplice: puoi avere palla, ma non puoi giocare dove vuoi. Ma attenzione, il Como è una squadra che attribuisce al possesso anche una funzione difensiva, utilizzando il pallone per controllare il ritmo e manipolare gli spazi. Proprio per questo, interrompere la continuità della sua costruzione diventa più importante del semplice dato sul possesso palla.
2. La zona decisiva: schermare i fantasisti tra le linee, questa sarebbe la priorità tattica assoluta. Il Como può presentare una struttura offensiva con due giocatori creativi alle spalle della punta. Allegri dovrebbe evitare che i centrocampisti del Napoli escano individualmente in maniera scomposta. Da preferire una difesa per zone, con compiti molto chiari: Lobotka davanti alla difesa, a protezione della zona centrale; le due mezzali aggressive quando il ricevitore entra nel loro raggio d'azione; i difensori centrali che escono soltanto quando la ricezione supera realmente la linea di centrocampo e gli esterni pronti a stringere per evitare la superiorità interna. La regola dovrebbe essere: prima controllare Nico Paz e gli altri ricevitori centrali, poi pensare al pallone.
Il rischio maggiore, infatti, non è il passaggio orizzontale del Como, ma la giocata che rompe una linea e permette a un fantasista di ricevere frontalmente negli ultimi trenta metri.
3. Attaccare immediatamente dopo il recupero. Qui si trova la vera possibilità del Napoli di fare male. Una squadra costruita per dominare territorialmente tende inevitabilmente a portare uomini avanti e ad assumersi rischi posizionali. Allegri dovrebbe trasformare ogni recupero in una domanda immediata alla difesa del Como: quanto rapidamente riuscite a riordinare la vostra struttura? I partenopei dovrebbero cercare la soluzione verticale immediata sulla punta, se il Como ha i difensori aperti o avanzati, il primo passaggio deve essere verticale di modo che la punta possa ricevere, proteggere, far salire la squadra, scaricare sul terzo uomo. Importante sarà anche l’attacco dello spazio alle spalle dei terzini. Questa, a mio giudizio, potrebbe essere una delle chiavi più importanti. Quando gli esterni del Como sono alti, il Napoli deve cercare rapidamente il recupero per poi trovare un passaggio interno, un cambio lato o verticale nello spazio esterno. L'idea non è necessariamente quella del contropiede classico. È piuttosto una transizione posizionale veloce, nella quale il Napoli sfrutta il momento in cui il Como ha perso la propria struttura difensiva. In questa ottica De Bruyne può essere l’uomo del passaggio decisivo. Se disponibile e impiegato tra le linee, Kevin De Bruyne potrebbe essere l'arma ideale contro questo tipo di avversario. Il Napoli non dovrebbe chiedergli necessariamente di partecipare a ogni fase della costruzione. Anzi, potrebbe essere più utile conservarlo in una posizione intermedia, pronto a ricevere il secondo pallone dopo il recupero, in una sequenza ideale in cui, dopo il recupero del possesso, la palla vada a Lobotka piuttosto che alla mezzala, e da questa subito a De Bruyne per l’attacco immediato della profondità.
La recente gara di Genova ha mostrato quanto le soluzioni dalla panchina e la qualità di De Bruyne possano modificare il volto offensivo di questo Napoli.
IL PIANO PARTITA CHE PROPORREI AD ALLEGRI
Fase 1 – Nei primi 20 minuti l’obiettivo dovrebbe essere quello di togliere certezze, ma per fare ciò non presserei altissimo in modo costante. Schiererei il Napoli in un 4-4-2/4-1-4-1 molto compatto, lasciando apparentemente al Como una certa libertà nella prima costruzione, ma chiudendo rigorosamente il corridoio centrale, l’accesso al mediano e le ricezioni tra le linee. L'idea sarebbe far circolare il Como nella propria metà campo e aspettare il momento in cui il pallone viene giocato verso una zona laterale. Lì scatta la trappola.
Fase 2 - Pressing sul lato forte dell’azione. Quando il pallone arriva sull'esterno l’ala del Napoli deve andare in pressione, aiutata dal terzino aggressivo, con la mezzala vicina pronta a chiudere dentro e il centrocampo che scivola.
Bisogna creare densità e cercare di recuperare il pallone non necessariamente nella trequarti offensiva, ma in una zona dalla quale sia possibile ripartire immediatamente. Gli uomini di Allegri non dovrebbero avere paura di lasciare al Como una percentuale di possesso superiore. Per Allegri, il possesso del Como sarebbe accettabile se diventasse possesso sterile. In fase di possesso l’idea è quella di allargare e poi colpire dentro; contro il Como eviterei di sviluppare un possesso troppo lento e prevedibile, ma alternerei costruzione paziente, attrazione della pressione, cambio gioco e attacco immediato del mezzo spazio. La struttura potrebbe diventare una sorta di 3-2-5 in possesso, con un terzino più prudente e l'altro libero di accompagnare. Ma l'aspetto più importante sarebbe evitare di offrire al Como una partita esclusivamente posizionale. Fabregas, in quel tipo di gara, potrebbe sentirsi perfettamente a suo agio, mentre Allegri dovrebbe rendere la partita ibrida, con un Napoli capace di palleggiare, ma anche di verticalizzare. Capace di abbassarsi, ma anche di aggredire. Capace di togliere ritmo e, improvvisamente, accelerare.
LE CINQUE CHIAVI DECISIVE
1. Non farsi attirare fuori dalla struttura. Il Como vuole muovere l'avversario, il Napoli deve mantenere le proprie distanze.
2. Chiudere i corridoi interni prima di aggredire. Il pressing deve essere conseguenza della copertura, non il contrario.
3. Limitare le ricezioni dei fantasisti tra le linee. Il controllo della zona centrale vale più del recupero immediato.
4. Attaccare immediatamente la perdita di struttura del Como. Transizioni e verticalizzazioni devono essere preparate, non improvvisate.
5. Gestire la partita nei cambi di fase e nei cambi di uomini. Allegri può utilizzare la profondità della rosa per modificare intensità e caratteristiche del Napoli nel corso dei 90 minuti, un elemento che emerge anche dalle indicazioni recenti sulla sua gestione del gruppo

SINTESI TATTICA
Se dovessi condensare tutto in un unico concetto, direi che Allegri non deve provare a battere Fabregas sul terreno del controllo del gioco. Deve controllare il modo in cui il Como può controllare il gioco. La partita ideale per il Napoli sarebbe dunque una gara a densità centrale, pressing selettivo, recuperi orientati e transizioni verticali, nella quale il Como abbia il pallone ma non riesca a trovare continuità tra costruzione e rifinitura. A quel punto entrerebbe in gioco la qualità più tipica di Allegri: capire quale fase della partita sta cambiando e modificare il Napoli prima che l'avversario riesca a stabilizzarsi.








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