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McTominay è tornato, dove giocherà De Bruyne? Tre strade per Allegri e il sacrificato


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Pubblicato nella sezione Campionato
McTominay è tornato, dove giocherà De Bruyne? Tre strade per Allegri e il sacrificato
© foto di Image Photo Agency

Scott McTominay è sembrato già pronto per tornare stabilmente al suo posto. Contro il Villarreal in Champions League dovrebbe avere altri minuti.


Il ritorno in campo di Scott McTominay contro il Frosinone, unito alla strabiliante condizione di Kevin De Bruyne (fresco di doppietta ai ciociari), regala a Massimiliano Allegri un meraviglioso problema d'abbondanza a centrocampo. Con l'attacco saldamente guidato da Rasmus Højlund, il tecnico del Napoli si trova davanti a un bivio tattico cruciale.


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McTominay è tornato, dove giocherà De Bruyne? Tre strade per Allegri

Come farà Max Allegri a far coesistere tutte le sue stelle? Al momento ci sono almeno tre strade percorribili. La prima: il 3-4-2-1 a trazione anteriore sembra la soluzione più europea, che garantisce densità in mezzo al campo e massima imprevedibilità sulla trequarti. In questo scenario, la diga mediana sarebbe composta dalla geometria di Lobotka e dalla fisicità straripante di McTominay, abile a sradicare palloni e ribaltare l'azione. Coppia, tra l'altro, individuata da Antonio Conte. La vera magia avverrebbe qualche metro più avanti: De Bruyne e David Neres agirebbero in totale libertà alle spalle dell'unica punta Højlund, pronti a rifinire, scambiarsi di posizione e stringere verso il centro per lasciare spazio alle sovrapposizioni degli esterni. In questo assetto, la qualità tecnica toccherebbe vette interessanti. E qualcosa si è visto già ieri.


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La seconda strada: mediana di puro palleggio e fosforo, formata dalla coppia Lobotka-De Bruyne. Il belga partirebbe leggermente più arretrato per ripulire l'uscita del pallone, godendo comunque della licenza di sganciarsi in avanti forte della copertura difensiva a cinque alle sue spalle. Il jolly in questo caso diventerebbe proprio McTominay. Lo scozzese verrebbe schierato in una posizione più avanzata e decentrata, agendo da incursore guastatore dietro la punta ma con il compito specifico di allargarsi in fase di non possesso per aiutare lo scivolamento laterale e coprire l'esterno. Un ruolo dinamico "alla Mandzukic" che Allegri ha già sperimentato con successo in passato.

La terza via rappresenta il ritorno alle certezze storiche della rosa del Napoli, un modulo che garantirebbe più equilibrio difensivo a patto di rinunciare a un trequartista puro. Nel centrocampo a tre, Lobotka si posizionerebbe nell'abituale cabina di regia in mezzo. De Bruyne occuperebbe la casella di mezzala sinistra "di governo e di assalto", libero di inventare e calciare, mentre McTominay agirebbe sul centro-destra come mezzala di inserimento e sostanza. Un reparto completo, muscolare e geometrico, che costringerebbe però Neres a giocarsi il posto nel tridente offensivo largo a destra.

Anguissa il sacrificato eccellente

Qualunque sia la decisione finale di Allegri, un dato emerge con assoluta chiarezza: Frank Anguissa è destinato a perdere il posto da titolare inamovibile. La contemporanea presenza di Lobotka, l'impatto tecnico devastante di De Bruyne e il totale recupero muscolare di McTominay restringono drasticamente lo spazio per il camerunense, che scivolerà inevitabilmente nelle retrovie (anche dietro Gilmour), diventando una preziosa alternativa di lusso a partita in corso. E a gennaio il possibile addio.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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