"Lukaku, l'intrigo col Napoli c'è", il medico della Nazionale ha escluso problemi clinici

Il caso Romelu Lukaku continua a generare discussioni. Intanto dal Belgio arrivano nuovi aggiornamenti sulle sue condizioni.
Ci sono storie che, a un certo punto, smettono di essere lineari. Si complicano, si intrecciano, finiscono per raccontare molto più di ciò che accade in campo. Il caso Romelu Lukaku rientra ormai in questa categoria: non è più solo una questione disciplinare, ma un cortocircuito tra aspettative, percezioni e gestione tecnica.
Il problema di Lukaku non è clinico
A fare ulteriore luce è Il Mattino, che aggiunge un elemento tutt'altro che secondario: "L’intrigo, però, c’è: perché anche il dottor Kristof Sas, il medico responsabile della nazionale, ha escluso dei problemi clinici di Lukaku. Tutti hanno parlato di una esigenza: quella di dover giocare di più. E uno dei nodi sta proprio in questo aspetto: perché Conte, pur considerandosi il mentore di Romelu, non valuta Big Rom pronto".
Ha, poi, evidenziato: "E per questo ha sempre preferito Hojlund. E da qui la decisione: se non gioco e non sono più indispensabile per Conte e per il Napoli, allora meglio fare riabilitazione per conto mio, senza allenarmi in gruppo. Proprio come ha fatto De Bruyne".
Se questa lettura fosse confermata, il quadro cambierebbe radicalmente. Perché si passerebbe da un problema fisico a una questione di ruolo, di centralità, quasi di identità calcistica.






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