Lukaku è il Prometeo incatenato, i "problemi" del Napoli hanno due nomi
Non è Romelu l'anello mancante della squadra, ad oggi vanno risolti altri aspetti. E Conte lo sa benissimo.

Il Napoli del nuovo corso è appena alla tredicesima giornata di campionato. Ed è agli ottavi di finale Coppa Italia. Si, mettiamoci anche la Coppa Italia perché la squadra ha battuto Modena e Palermo. Ai rigori con il Modena? Sì, ai rigori con il Modena, e pure al Maradona, nemmeno in trasferta.
Snobbate davvero la Coppa Italia dopo quello che è accaduto lo scorso anno? Davvero dimenticate che l'anno scorso eravamo arrivati al punto che era lecito aspettarsi scoppole da chiunque? Davvero dimenticate che avevamo una squadra disintegrata in tutte le direzioni? Davvero dimenticate che Anguissa era da buttare, Meret da crocifiggere, Di Lorenzo da cacciare a pedate e via discorrendo fino a Kvara e Osimhen? Cosa pretendiamo da Antonio Conte dopo appena 5 mesi? Ha ricompattato la squadra, gli ha ridato un respiro, un battito, ha recuperato l'anima.
Era partito dal 3-4-2-1, poi ha capito che avrebbe perso tempo e soprattutto che andava incontro a buchi paurosi nella rosa. Così ha rispolverato quel vestito che è perfetto per questa squadra. Ed improvvisamente, come in una meravigliosa favola, Di Lorenzo, Lobotka e Anguissa sono tornati quelli dei tempi migliori. Olivera sta sbocciando e Rrahmani è rifiorito con Buongiorno accanto a sè.
Poi c'è Politano che è il simbolo della resistenza, mentre Meret meriterebbe un capitolo a parte, ma soprassediamo. Il problema, ad oggi, non è Lukaku, come molti dicono. Il problema ha due facce diverse: McTominay, che non è Zielinski sul piano tecnico-tattico; il britannico ha caratteristiche diverse ed è al momento in "confusione" perché mentre pensa di essere una seconda punta, lo ritrovi nel cuore della lotta; deve trovare equilibrio. L'altra faccia, rabbuiata, è Kvaratskhelia. E' lui l'anello mancante del Napoli che abbiamo amato. E' lui che ha smarrito la magia, che divora un gol al pronti via di Napoli-Roma, che non dialoga con Lukaku. Mi direte che a lui, come a Politano, Conte chiede di rientrare, e lui lo fa perdendo lucidità offensiva. Tutto giusto, però questo non giustifica la quasi totale mancanza di graffio negli ultimi 20 metri e da pochi passi.
Lukaku, dunque, sembra Prometeo incatenato tra l'antico fuoco dell'ingegno che porta il progresso e il confine della conoscenza umana che gli esteti rifuggono guardando agli dei. Lukaku sembra lo schiavo principale che voga nel vascello azzurro. E porta su di sè anche il peso di quei tifosi che guardano alle vele più che ai remi. Compito ingrato, ma lui lo fa con grande impegno.
Nell'Inter di Conte, che vinse lo scudetto, al di là dell'età diversa, Lukaku aveva accanto a sè un certo Lautaro e nei pressi i vari Perisic, Hakimi, Barella, Brozovic ecc. ecc. a supportare la manovra in un impianto di gioco con difesa a tre. Oggi si fa ingoiare da solo dagli avversari e prova a fare danni dal di dentro, con la resistenza di membrane e muchi nemici. E nonostante tutto segna, crea varchi e sforna assist. Conte sa che il suo Romelu è al 50%, ma sa pure che non bastano i lanci dagli esterni di prima intenzione (soprattutto quelli di Politano) verso quel belga isolato che non è Osimhen. Ed infatti - guarda un po' - Antonio ha detto che sta studiando una novità in attacco con Raspadori. Calma.
Piano con le critiche eccessive. Il Napoli è in ricostruzione e non deve vincere lo scudetto. Non si faccia il gioco delle avversarie. Va tolta pressione alla squadra, si eviti di pretendere il bel gioco: è come pensare di comprare l'oro in una cremeria. Il Napoli ha investito tanti soldi per rilanciarsi nel medio periodo, non per vincere subito. Obiettivo chiaro: tornare in Champions per respirare nuovamente l'aria dei quartieri nobili del calcio italiano e di quello europeo. Non fatevi fregare dalla dialettica dei soliti noti che ora attaccano quel Conte che hanno esaltato per una vita e che è lo stesso di un tempo, ma assai migliorato. Ma che è soprattutto dall'altra parte della barricata. Ascoltatelo bene quando parla. Ha detto che non può essere amico di Marotta, che conosce bene i "retropensieri" ecc. ecc. Ci fidiamo di lui o vogliamo continuare a negare l'evidenza? Dite che gioca male? Io ieri in campo ho visto solo il Napoli, la Roma ha calciato due volte verso la porta: debolmente con Pisilli e la traversa di Dovbyk.
Calma, il Napoli è primo in classifica e c'è tanto da lavorare per migliorare. La vera concretezza - con proiezioni diverse sul piano della gradevolezza - è questa, non quello scarabocchio di Garcia che al di là dei suoi clamorosi limiti ha pagato i danni della bomba che il club ha fatto scoppiare in casa. Ma ora lo stesso club ha immediatamente avviato i lavori di ristrutturazione, mettendo mano alla tasca, e si è affidato ad un (ri)costruttore esperto. Tempo al tempo. E intanto siamo primi. Piccolo suggerimento: bisogna remare dalla stessa parte, insieme a Conte e Lukaku, soprattutto quando qualche partita non girerà al meglio. Evitiamo di puntare i fucili al grido "ve l'avevo detto": l'unica cosa da fare è capire da dove veniamo e dove stiamo andando. Se a qualcuno non piace, poco male: gli basterà guardare da un'altra parte in attesa di tempi migliori. Questo non è il momento delle pretese, non è il momento per gli esteti.
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