Lazio-Napoli, pagelle: che noia, Lobotka unica gioia. Il voto a Mazzarri e la "bocciatura" definitiva
All'Olimpico finisce 0-0: per entrambe le squadre pesanti assenze in attacco, ma al di là delle scusanti è davvero pessimo lo spettacolo offerto ai tifosi.

Trionfa la noia tra Lazio e Napoli all’Olimpico. Le due squadre sembrano fotografie sbiadite del proprio passato, di quel DNA votato allo spettacolo, nemmeno l’ombra. Eppure non è passato un secolo. E’ difficile quantificare le emozioni vissute. E’ doveroso sottolineare le assenze – ai partenopei mancava quasi tutto l’attacco e non solo, così come ai biancocelesti – ma l’approccio di entrambe è stato a dir poco deludente. Nel primo tempo di noia assoluta solo due conclusioni, a dir poco velleitarie, di Isaksen. Per il resto un mare di niente. Il secondo tempo si apre con lo spettacolare gol di Castellanos (stop di petto e rovesciata) annullato per fuorigioco. Da registrare un tiro di Cataldi e solo al 67’ la prima conclusione verso lo specchio del Napoli con Gaetano. Nulla di trascendentale. Dopo un altro tentativo di Catellanos al 30’, questa volta di tacco, con Ostigard bravo a salvare in scivolata, Mazzarri fa entrare Ngonge, al debutto. E il belga al primo affondo conquista una punizione da fuori area. Zielinski la calcia abbondantemente fuori. Sarri ci prova con Vecino e Pedro, ed l’uruguaiano a provare l’inserimento vincente senza però riuscirci. Finisce 0-0 tra uno sbadiglio e l’altro. Le pagelle di Areanapoli.it.
Gollini: 6. Si conferma solido, attento, presente. Tuttavia non è quasi mai sollecitato. Castellanos lo beffa con un gioco di prestigio tra stop e acrobazia, ma per fortuna era in fuorigioco.
Ostigard: 6,5. Qualche errore in uscita non macchia la discreta prova in marcatura e nel contenimento del rapido Felipe Anderson. Nel secondo tempo si produce in un buon salvataggio su Castellanos. E’ la sua ultima partita con il Napoli? Sicuri che Perez sia la mossa giusta?
Rrahmani: 6,5. Limita il raggio d’azione di Castellanos a cui toglie il respiro. Una prova confortante.
Juan Jesus: 6-. Isaksen gli crea tanti, troppi problemi e lui è costretto a far ricorso anche alle unghie per contenerlo. Il problema non è di certo lui, ma la scelta del club di promuovere a titolare una riserva dello scorso anno.
Di Lorenzo: 6. Di nuovo sulla corsia esterna, prova a dialogare con Politano senza però riuscire a stanare i biancocelesti anche perché il Napoli in avanti non ha sbocchi degni di nota. In contenimento dà una grossa mano a contenere le folate di Felipe Anderson.
Demme: 6. Nel primo tempo corre tanto: è in costante appoggio ai difensori e galleggia bene anche sulla trequarti offensiva. Purtroppo lo schieramento difensivo non consente esercizi di stile e fantasia, così lui si limita a far girare il pallone senza osare. Nella ripresa viene ammonito e Mazzarri lo sostituisce. Dal 60’ Gaetano: 6. Un tiro al volo da fuori area e tanta corsa. Un buon piglio e poco più. Il suo lavoro è comunque apprezzabile.
Lobotka: 7. Il migliore del Napoli per distacco: tempra e lucidità nelle due fasi. Vince tutti i duelli ed è perfetto in ogni gestione.
Mario Rui: 6 -. Vorrebbe anche accelerare per poi crossare da buona posizione, ma per chi? Nel cuore dell’area non c’è nessuno. Così si dedica alla fase difensiva: Lazzari e Isaksen gli creano qualche problema. Dall’81 Mazzocchi: sv.
Zielinski: 5,5. Qualche sterzata delle sue disorienta gli avversari: sono però giocate fine a se stesse e non sempre per colpa sua. Un voto severo perché da lui ci si aspetta ben altro, come ad esempio su quel calcio di punizione dal limite sparacchiato sul fondo. Dall’84' Dendoncker: sv. Prima subisce un tunnel, poi conquista una preziosa punizione in difesa che fa respirare il Napoli nei minuti finali).
Politano 6,5. E’ l’unico che tenta di sprintare per mettere paura alla Lazio. Sembra un predicatore nel deserto. Nella ripresa fa ammonire sia Romagnoli che Gila. Dall'84' Lindstrom: sv. Non farlo giocare oggi sa di bocciatura quasi definitiva.
Raspadori: 5,5. Brancola nel buio più totale, ma è difficile dargli responsabilità visto lo scarabocchio tattico complessivo dettato dalle assenze e dalla necessità di non rimetterci le penne. Dall’80’ Ngonge 6,5. Visto l’approccio e la punizione dal limite conquistata, viene da pensare che forse avrebbe meritato più spazio. A proposito di coraggio...
All. Mazzarri: 6. Dopo il famoso bluff (“conosco a memoria il Napoli di Spalletti”, ndr) torna sui suoi passi, anche per necessità e conferma la difesa a tre con densità a centrocampo. E la squadra ritrova almeno compattezza. Il punto è che non tira mai verso la porta avversaria. Lindstrom è davvero così inadeguato? La speranza di tutti è che la musica cambierà con il ritorno dei titolarissimi. La grande emergenza non va dimenticata, ma forse sarebbe servito un pizzico di coraggio in più con qualche idea da aggiungere all'unico comandamento "non prenderle".
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