La Serie A è un "paese per vecchi", campionato deciso da fenomeni ultra trentenni
I campioni di riferimento delle squadre nei piani alti della classifica di Serie A, hanno tutti superato i 30 anni.
Da quando è iniziata la pandemia, abbiamo pregato tutti affinché i nostri amati "vecchi" potessero farcela a resistere. Purtroppo a causa del Covid-19, il nostro Paese ha pianto tante, troppe vittime, soprattutto persone avanti con gli anni. Ci ha fatto ribrezzo la dichiarazione di qualche politico che ha parlato di persone "non indispensabili per il nostro Paese sul piano produttivo". Parole vergognose, disumane. Come a dire, contano solo i soldi e la sopravvivenza, il calcolo. Nel calcio di casa nostra, invece, i cosiddetti "vecchi", ovvero coloro che hanno abbondantemente superato i 30 anni, sono quelli più decisivi grazie alla loro esperienza.
Prendete ad esempio le prime tre squadre attualmente in cima alla classifica di Serie A. C'è il Milan, poi il Sassuolo, dunque la Roma. A seguire la Juventus. Tra i rossoneri giganteggia il quasi 40enne Ibrahimovic, a suon di gol e di prestazioni strepitose. Nella squadra neroverde di De Zerbi, invece, Ciccio Caputo (33 anni) sta vivendo una seconda giovinezza e segna come un bomber di razza. Poi ci sono i giallorossi del 34enne Dzeko e la Juventus del 35enne Ronaldo. Per il Napoli, invece, c'è il 33enne Mertens, il quale ha rinnovato a furor di popolo. Sono loro i "vecchi" del pallone di casa nostra. Quando mancano, la loro assenza è pesantissima.








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