La favoletta offensiva che mortifica l'impresa del Napoli
Ora basta, è il momento di riparare a tutti gli errori commessi dall'inizio di questa stagione. C'è ancora tanto in ballo, arrendersi alla mediocrità sarebbe assurdo.

Il Napoli è in difficoltà, non c'è dubbio. Quella di quest'anno è tutt'altra squadra rispetto a quella della scorsa stagione e chi dice che in fondo mancano solo Kim e Lozano, mente sapendo di mentire o ha una visione d'assieme sballata sul gioco del calcio. Dire inoltre che è solo merito di Luciano Spalletti l'aver creato una alchimia perfetta che ha consentito ai partenopei di vincere il terzo scudetto della propria storia, è una favoletta offensiva che mortifica non poco l'impresa di tutti, nessuno escluso. Kvaratskhelia e Osimhen sono e restano campioni, così come Lobotka e Anguissa, per non parlare di Di Lorenzo e Zielinski. Quel che appare evidente, in questa annata, al di là delle decisioni di Aurelio De Laurentiis - che per la prima volta ha sbagliato in ogni direzione sul piano squisitamente calcistico - è l'insieme dei danni fatti dalla precedente gestione targata Garcia-Rongoni. La squadra ad un certo punto crolla sistematicamente e di conseguenza non ha la freschezza mentale necessaria per ritrovare anche l'autorevolezza con la quale ha affrontato lo scorso campionato.
E poi, come ha detto Mazzarri, gira tutto storto. Kvara, Di Lorenzo e gli altri mai avrebbero divorato i gol come ieri allo Stadium. Il club deve mettere ordine alle idee, avere una visione, rimediare agli errori commessi. Il presidente torni a fare il presidente lasciando le decisioni ai professionisti che paga: dia spazio al direttore sportivo, si ricostruisca la squadra a immagine e somiglianza di Mazzarri, c'è un mercato per farlo. I problemi sono stati ormai individuati, è il momento di riparare. C'è la finestra di gennaio per trovare i profili giusti. Senza scuse, bisogna investire: c'è la Coppa Italia, la Supercoppa italiana, la Champions League in corso e la qualificazione alla prossima da conquistare. Dire che questa squadra è sopravvalutata, è vergognoso. Il tempo per rimetterla in piedi c'è e soprattutto per iniettare nuove energie. C'è ancora tanto in ballo, arrendersi all'idea di una stagione mediocre e da dimenticare sarebbe da stupidi.
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