La falsa speranza a cui il Napoli non può aggrapparsi. Per la Juventus è l'unica strada
Sta passando un messaggio sbagliato in relazione alla squadra di Rudi Garcia, che ha bisogno di un gioco ben organizzato, non altro.

A Napoli, da qualche settimana, sta passando un concetto "pericoloso" o, se volete, una falsa speranza: la squadra di Garcia metta da parte la "grande bellezza" e passi alla "grande concretezza". Il guaio, spesso e volentieri, è che si confonde lo spettacolo con l'organizzazione di gioco. Sarebbe più corretto dire, infatti, "giocare bene", avere canoni ben precisi a cui ispirarsi. Con tutto il rispetto per Lecce, Verona, Salernitana, Union Berlino e le altre, non si è trattato di concretezza, ma di semplice superiorità rispetto ad avversari oggettivamente non all'altezza della situazione.
Quando però il livello delle avversarie cresce, e nemmeno considerevolmente, la grande concretezza spesso non basta più per il semplice fatto che il Napoli non ce l'ha nelle corde. Il DNA di questa squadra non tollera questa "idea" che è qualcosa che si costruisce nel tempo, che ha bisogno di sedimentare e cristallizzarsi attraverso un percorso che abbina idee tecnico-tattiche e precise scelte di mercato. Ci si prepara alla grande concretezza, non è un una scorciatoia per chi non sa esprimersi più. Il Napoli, invece, dovendo fare di necessità virtù, soprattutto in relazione all'allestimento della rosa, per esaltare i singoli ha bisogno di un'orchestra rodata. E quando i calciatori chiedono a Garcia allenamenti più intensi e visione d'assieme, esprimono proprio il loro disagio rispetto a criteri tattici che non riescono a metabolizzare.
La Juventus vista ieri a Firenze, è l'emblema della "grande concretezza": un gol e poi tutti dietro anche 80 minuti per difendere il risultato affidandosi al massimo al più classico contropiede. I bianconeri ci hanno costruito un ciclo vincente con Allegri, poi, stanchi di non divertirsi al di là della vittoria, hanno provato con Sarri, uno dei simboli della "grande bellezza". Che non è nel DNA della Juventus. Ed infatti, dopo il fallimento di mister Maurizio (che ha comunque vinto uno scudetto), ci hanno provato pure con Pirlo. Poi però hanno richiamato Allegri. Sic transit gloria mundi.
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