L'insopportabile bugia dopo Juventus-Napoli: malafede o incompetenza cronica?
La gara dello Stadium ha vissuto di tatticismo esasperato pur con naturali fiammate nei rispettivi momenti di coraggio. Ai punti avrebbero meritato gli azzurri.

Al termine di Juventus-Napoli si ha una netta sensazione, ovvero che il punteggio è in effetti lo specchio fedele di una partita non bellissima, ma comunque intensa sul piano tattico e anche logica negli sviluppi psicologici considerando che per le due squadre era fondamentale non perdere per maturare sicurezza e solidità mentale. Se però andiamo a mettere sulla bilancia gli episodi, le vere occasioni da rete le ha avute la squadra di Antonio Conte: la conclusione di McTominay sulla quale Di Gregorio si è disteso bene, la punizione velenosa di Politano (sfiorata in area) sulla quale Di Gregorio ha fatto il fenomeno, e la bordata di Politano di poco alta sulla traversa.
La Vecchia Signora si è resa invece pericolosa con cross dai lati, che però non hanno creato problemi ai difensori azzurri. Nel secondo tempo si è vista una buona capacità di palleggio dei bianconeri con il Napoli che è si rintanato più del dovuto ed infatti Conte ha tirato fuori dalla mischia in un sol colpo sia Kvara che Lukaku (che non pungevano ormai da troppi minuti), ma se Meret non era mai stato impegnato, Caprile non ha mai sporcato i guanti se non per afferrare in presa bassa un pallone vagante in area toccato da Olivera (che per la Juventus era un retropassaggio). Eppure in giro si legge tutt'altro, ovvero che la Juventus ha dominato e che il Napoli avrebbe imbrigliato gli avversari a cui "è mancato solo il gol".
Non abbiamo assistito ad una gara manifesto della bellezza, ma sul piano tattico è stata vibrante, interessante. Ai punti avrebbero meritato più gli azzurri anche se la Juventus è sembrata più agile e padrona del campo (giocava comunque in casa). Dunque il pareggio è il risultato più giusto. Per qualcuno, però, è meglio dire altro: incompetenza cronica o malafede?
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