Infortunio Badiashile prevedibile, "cartella clinica" complessa. Manna non era al corrente?

Guardando lo storico dettagliato degli infortuni del calciatore di proprietà del Chelsea, emerge un quadro allarmante che non poteva essere ignorato.
L'ennesimo stop fisico in casa azzurra rischia di trasformarsi in un vero e proprio caso. L'infortunio di Benoît Badiashile, per il quale si teme un lungo periodo di stop dopo i recenti problemi muscolari che lo hanno tormentato anche all'inizio della stagione 2025/2026, ha riacceso qualche dubbio sull'operato del direttore sportivo Giovanni Manna.
Infortunio Badiashile, l'ultimo di una "cartella clinica" complessa"
L'espressione con gli occhi sbarrati di Badiashile, diventata virale nelle ultime ore, riassume perfettamente lo stato d'animo della tifoseria: smarrimento, preoccupazione e una paura per l'ennesima emergenza in difesa. Definire questa situazione come semplice "sfortuna" appare quantomeno riduttivo, se non una scusa non più accettabile. Cartella clinica alla mano, l'ex Chelsea ha sempre mostrato una preoccupante fragilità strutturale. Guardando lo storico dettagliato dei suoi infortuni, emerge infatti un quadro allarmante che non poteva essere ignorato:
• Stagione 2025/2026: tre stop significativi, tra cui un lungo infortunio muscolare estivo (86 giorni) e una successiva ricaduta a ottobre (36 giorni).
• Stagione 2024/2025: un grave infortunio alla coscia che lo ha tenuto lontano dai campi per ben 80 giorni.
• Gli anni precedenti: una serie infinita di problemi all'inguine, affaticamenti e stiramenti che già ai tempi delle sue passate esperienze ne avevano limitato pesantemente l'impiego.
Manna non era al corrente della fragilità di Badiashile?
Sapevano tutti a cosa si andava incontro, o almeno avrebbero dovuto. Con una difesa che rischia altri problemi, gli occhi sono tutti puntati sul Direttore Sportivo Giovanni Manna. La piazza chiede a gran voce spiegazioni: com'è stato possibile avallare l'arrivo di Badiashile, un calciatore dal profilo clinico così complesso? La speranza di aggrapparsi al rientro lampo di Alessandro Buongiorno non può bastare a coprire le crepe di una pianificazione che mostra evidenti lacune. E' inutile nascondersi: il mercato estivo è stato sconcertante, privo di idee e di spunti tecnici lungimiranti (e l'acquisto di Favasuli lo conferma, paradossalmente). Il problema on è puramente economico o di budget, ma di visione e di conoscenza, di scouting.








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