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Hojlund è un flop o un campione? Cosa dicono i numeri


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Pubblicato nella sezione Campionato
Hojlund è un flop o un campione? Cosa dicono i numeri
© foto di Image Photo Agency

l napoletani si dividono su Rasmus Hojlund: è un flop (alla luce dei 50 milioni investiti da De Laurentiis) o uno dei migliori attaccanti in circolazione?


Gli attaccanti vivono per il gol e quando fanno fatica a trovare la via della rete spesso vengono giudicati negativamente. Poco importa spesso delle prestazioni, del contributo in fase di non possesso. Se non segni, non vali o comunque non sei da grandissima squadra. Si pensi a Hojlund.


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I napoletani si dividono su Hojlund: è un flop o un grande attaccante?

Hojlund è un flop (alla luce dei circa 50 milioni investiti da De Laurentiis) oppure uno dei migliori calciatori in circolazione nel suo ruolo? I napoletani si dividono tra chi ritiene che la squadra abbia bisogno di un giocatore più cattivo sotto porta (in grado di realizzare ameno venti reti in stagione) e chi invece pensa che i compagni non mettano in condizione il centravanti di esprimersi al meglio.


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Definire il centravanti danese un "flop" assoluto è un giudizio ingeneroso: i numeri e i dati analitici svelano che le sue difficoltà sono la conseguenza di un problema strutturale di isolamento e di una produzione offensiva di squadra estremamente ridotta. Il vero campanello d'allarme non risiede nei gol mancati (non si segnalano tante occasioni clamorose fallite dall'ex United), ma nella quasi totale impossibilità di Hojlund di giungere al tiro. I report statistici evidenziano numeri impietosi per un centravanti di una big.

I numeri di Hojlund (che vanno oltre i gol)

Cosa dicono i numeri se si va oltre ai gol segnati dall'attaccante? Hojlund produce appena 1.6 tiri totali a partita (di cui solo 0.8 nello specchio). Una media insolita per una prima punta, superata persino da diversi centrocampisti d'inserimento e difensori d'area. Facendo riferimento a sei partite tra Serie A e Champions (contro Genoa, Como, Inter, Arsenal, Bologna e Fiorentina), il danese ha collezionato la miseria di 16 tocchi totali dentro l'area di rigore avversaria. Escludendo i 6 tocchi nel match contro il Bologna, la media scende a soli 2 tocchi a partita negli ultimi sedici metri

Un problema collettivo, non individuale

Il Napoli di Massimiliano Allegri sta faticando a proporre uno sviluppo offensivo fluido. Il gioco della squadra si sviluppa spesso a ritmi bassi, con esterni affaticati che non riescono a crossare dal fondo o a servire l'attaccante nello spazio. Hojlund si sacrifica, corre molto, fa a sportellate con le difese avversarie, ma quando arriva il momento di capitalizzare è troppo lontano dalla porta o privo di supporti. I gol pesanti realizzati in questa stagione sono nati spesso da fiammate o prodezze estemporanee, piuttosto che da una manovra corale collaudata.

Il Napoli non può fare a meno di Hojlund

La conferma che il danese non sia affatto un "flop" è arrivata nella serata di ieri uno novembre. Fermato all'ultimo minuto da un attacco influenzale prima del big match contro la Juventus di Spalletti, Hojlund ha dovuto dare forfait lasciando il posto a Lucca. Il Napoli è risultato spento (ad eccezione dei primi minuti di gioco), incapace di pungere e sconfitto per 2-0, che ha evidenziato come l'attacco azzurro – pur con le attuali difficoltà – non possa assolutamente fare a meno del peso specifico e dei movimenti garantiti dal numero 19 danese.


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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