Ferlaino e la lezione di "storia" a De Laurentiis: i veri illusi e il ciclo vincente
Corrado Ferlaino è stato l'unico presidente del Napoli in grado di aprire un ciclo vincente durato cinque anni.

"Chi crede che si possano vincere due scudetti consecutivi è un illuso". Così parlò Aurelio De Laurentiis all'ingresso del cinema Metropolitan per l'anteprima del film sul terzo scudetto del Napoli intitolato "Sarò con te". Parole che sono in netta contrapposizione a ciò che disse un anno fa ai sessantamila del Maradona in festa: "Dobbiamo rivincere, e voglio anche la Champions". Il punto nodale della questione è che il produttore cinematografico dimostra di avere poca conoscenza della storia del calcio, soprattutto quella relativa al Napoli stesso. A pochi passi dal Metropolitan, nei gloriosi anni 80, a Piazza dei Martiri c'era la sede del Calcio Napoli. Nel delirio del primo scudetto (che arrivò insieme alla Coppa Italia) il numero uno di allora, l'ingegner Corrado Ferlaino, fece anche lui proclami di prosecuzione di un ciclo: "Spero che il nostro scudetto (il primo della storia del club, ndr) non sia un fatto episodico come per Cagliari o Verona, ma che il Napoli sia sempre protagonista".
Ferlaino quell'estate perse il più grande direttore sportivo del nostro calcio, Italo Allodi, che dopo problemi di salute andò a Firenze. Al suo posto arrivò un rampante e competente dirigente che poi farà la storia del calcio italiano (nel bene e nel male, direbbe qualcuno), ovvero Luciano Moggi. Ad una squadra già fortissima, quest'ultimo aggiunse il meraviglioso centravanti del Brasile, Antonio Careca, e lo straordinario terzino sinistro del Toro Giovanni Francini, strappato a una concorrenza nutrita (soprattutto alla Roma). Meglio di Francini, per intenderci, in Italia c'era solo Paolo Maldini.
Si sa inoltre che lo scudetto dell'anno successivo - stagione 1987-88 - fu perso a poche giornate dalla fine e a vincere fu una delle squadre più forti di sempre: il Milan di Sacchi e del presidente miliardario Silvio Berlusconi. Ma Ferlaino non si arrese e la stagione dopo, complice la rabbia dello scudetto sfumato, costruì il Napoli più grande della storia, ovvero quello che vinse la Coppa Uefa (all'epoca era una Champions B), il secondo scudetto e la Supercoppa Italiana (battendo la Juventus di Baggio 5-1). Il tutto attraverso campagne acquisti sontuose che portarono all'ombra del Vesuvio fuoriclasse e nazionali quali Alemao, Crippa, Zola e Fusi, solo per citarne alcuni. Il Napoli in 5 anni non vinse due scudetti di fila (ci andò vicinissimo), ma ottenne un terzo, due secondi e due primi posti nella Serie A più difficile di sempre.
Ferlaino aveva mantenuto la promessa fatta quel pomeriggio del 1987: creare un ciclo a Napoli (sarà anche più difficile che altrove, ma solo per questioni politiche ed economiche, basta con le solite affermazioni populiste sui tifosi) si può con idee soldi e passione, elementi fondamentali per non restare meteora stile Leicester e sparire l'anno successivo. De Laurentiis ritrovi umiltà e inizi a delegare: al club servono dirigenti e tecnici competenti. Il patron non abbia paura delle personalità forti: solo così potrà uscire dell'incubo tecnico attuale. Il modus operandi del De Laurentiis di oggi, ha ispirato ironie geniali da parte di Giusti e della Gialappa's. Speriamo torni antipatico e vincente. Perché per dirla alla Maradona, "preferisco essere antipatico e vincente, che poverino".
E ora si scatenino pure quelli che... i bilanci, quelli che... la qualificazione alle coppe, quelli che... Ferlaino ci ha fatto fallire. Tutto vero, per carità, ma senza l'epopea maradoniana, chi avrebbe mai comprato il Napoli seppur sano e mai fallito, ma senza nessun titolo in bacheca e senza la forza iconica del più grande calciatore mai nato? I veri illusi dunque chi sono? Probabilmente quelli che pensano di poter vincere a chiacchiere...
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