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Da "Ancelotti è un pacco" a "Gattuso il segreto di Lorenzo". Il Napoli del dopo-ammutinamento


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Pubblicato nella sezione Campionato

Il nuovo Napoli, quello di Gattuso, allievo di Ancelotti, ha in Lorenzo Insigne il suo principale riferimento.


Sembra lontanissimo nel tempo quel Napoli-Arsenal 0-1 del 18 aprile 2019. Carlo Ancelotti, a mezz'ora dalla fine della sfida che sancì l'eliminazione dei partenopei dall'Europa League, sostituì Lorenzo Insigne con il tedesco Amin Younes. Il talento di Frattamaggiore scalciò una bottiglietta mentre il padre Carmine, in tribuna, definiva l'allenatore di Reggiolo "un pacco". Parole prontamente annotate da alcuni giornalisti presenti. Successivamente Insigne senior smentì di aver mai detto quelle parole e di essersi lasciato andare ad altri simili commenti, mentre Ancelotti giustificò il gesto di stizza di Lorenzo con la delusione per il risultato che stava maturando in campo contro i gunners inglesi. 


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La stagione finì, un'altra iniziò con l'armistizio di Dimaro tra Ancelotti e Insigne davanti ai tifosi. Poi tutti sappiamo come è finita con Carlo Ancelotti lo scorso dicembre: esonerato! La decisione di De Laurentiis dopo un lungo stillicidio emozionale culminato, tra l'altro, con l'ammutinamento della squadra dopo la partita con il Salisburgo in Champions. Al suo posto è arrivato Gennaro Gattuso il quale, pezzo dopo pezzo, ha ricomposto il quadro fino alla conquista della Coppa Italia. Un altro anno è iniziato e pian piano Lorenzo Insigne si è ripreso il Napoli, il suo Napoli. E oggi suo fratello Antonio ha dichiarato: "Dietro la maturazione di Lorenzo c'è Gattuso che lo ha messo al centro del suo progetto". E' il nuovo corso del Napoli, che ha trovato il suo leader. Che sembra tale, almeno sul versante tecnico, anche della nazionale italiana. L'ammutinamento fu il risultato - non premeditato - di una disistima crescente tra i calciatori e Ancelotti, non per l'uomo Carlo, ci mancherebbe, ma per i suoi sistemi di allenamento considerati non adeguati ad una squadra che per vincere - o almeno provare a farlo - doveva volare in campo e non gestire le partite come una corazzata piena di campioni a cui il mister era abituato. E Sarri lo aveva capito. Così come lo ha capito Gattuso.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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