Conte rivoltò Juventus, Chelsea e Inter, e vinse: tutte le novità nel Napoli
Antonio Conte viene spesso etichettato come allenatore integralista e difensivista, ma la sua carriera dice altro. Anche a Napoli sta mostrando grande varietà.

E' un momento delicato per il Napoli che sta provando a mettersi alle spalle una piccola crisi di identità e di gioco. Dopo la vittoria contro l'Atalanta, in campionato, al Maradona, è arrivato il successo sul Qarabag, sempre a Fuorigrotta davanti al proprio pubblico.
Crisi superata? E' difficile dirlo, lo stesso Antonio Conte, tecnico dei partenopei, ci va cauto e fa bene. Ed intanto ha adottato nuove soluzioni. Dal 4-3-3 dello scudetto dello scorso anno, complice l'emergenza per i tanti infortuni, è passato al 3-4-3. Tante le novità: dai movimenti di Di Lorenzo, Olivera e Gutierrez (ora infortunato) tra corsia laterale e tagli all'interno, i cambi di posizione di Neres e Lang, i movimenti orizzontali di McTominay a supporto di Lobotka, la pressione alta di Beukea e Buongiorno e Hojlund che ha più possibilità di appoggi e rifornimenti. Interessante, in tal senso, l'analisi di Rosario Dello Iacovo su Il Napulegno in cui ricorda cosa accadde alla Juventus, al Chelsea e all'Inter quando Conte arrivò e vinse ovunque.
Ecco quanto si legge: "La storia di Conte allenatore è questa: reinventarsi continuamente a dispetto di ogni dogmatismo, provando a sfruttare al meglio il materiale umano a disposizione. Pirlo protetto da Vidal e Marchisio che diventa il centro di gravità permanente alla Juve. Tre scudetti di fila, partendo dal settimo posto ereditato al suo arrivo. Barella che si trasforma da operaio del centrocampo in un incursore di qualità al servizio di una verticalità immediata su Lukaku e Lautaro all'Inter. Da quarto a secondo e poi primo l'anno successivo. Il 3-4-3 al Chelsea col quale rivolta come un guanto la squadra schierata inizialmente con la difesa a 4. Da decimo a primo, nel primo anno a Stamford Bridge. David Luiz che imposta dalla difesa, Kanté che sbrana tutto e tutti in mezzo al campo, Azpilicueta che lancia verticalissimo Diego Costa. Fabregas che entra quando serve palleggio. Il capolavoro è probabilmente Hazard che fa la sua stagione migliore partendo da esterno sinistro alto, ma entra moltissimo dentro il campo facendo di fatto la mezzapunta, con Alonso che dà ampiezza sulla fascia. Dall'altra parte Pedro, ma anche Willian, che dalla corsia di destra si scambia posizione in alcune situazioni precise e codificate con Hazard. Esattamente quello che abbiamo visto tra Lang e Neres col Qarabag".
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