Claudio Ranieri show, tutte le imprese della sua carriera e il rammarico legato al Napoli
E' uno dei signori del calcio italiano, un allenatore straordinario che ha scritto pagine bellissime della storia di questo sport.

Claudio Ranieri, allenatore che il 2 ottobre compirà 73 anni, ha messo a segno un'altra impresa: è riuscito, infatti, a salvare il Cagliari che resta in Serie A dopo un inizio tremendo che non lasciava spazio nemmeno ad utopie. Ma ripercorriamo i passaggi salienti della carriera del tecnico romano. Nel 1988 ha allenato il Cagliari in Serie C. Il presidente dei sardi vedeva la Serie B come un miraggio, invece in soli due anni ottenne la Serie A. Nel 1993, dopo un anno a Napoli (1991-92, portò la squadra in Coppa Uefa, poi l'esonero a novembre del 1992) il passaggio alla Fiorentina: la porta subito in Serie A. Poi vinse Coppa Italia e Supercoppa italiana.
Col Valencia, dal 1997 al 199, vinse una Coppa del Re e, durante la seconda esperienza con gli spagnoli, a nche la Supercoppa europea. Poi, dopo la parentesi con l'Atletico Madrid, allenò il Chelsea prima dell'avvento di Roman Abramovich, centrando una qualificazione in Champions League all'ultima giornata, un traguardo che salvò il club dal fallimento.
Nel 2007 il rientro in Italia, a Parma, dove ottenne una salvezza da "mission impossible". Poi il passaggi alla Juventus, dove ottenne ottimi risultati in campionato nonostante i problemi del club appena rientrato in Serie A dopo la retrocessione. Nel 2010 con la Roma sfiorò un clamoroso scudetto contro l'Inter di Mourinho, che quell'anno fece il Triplete. Nel 2012 portò il Monaco dalla Ligue 2 alla Ligue 1 in un solo anno. Era soprannominato l'eterno secondo e invece nel 2016 la favola più bella: vinse la Premier League col Leicester, uno dei titoli più incredibili della storia del calcio.
Nel 2022 ritorna alla guida di un Cagliari al 14esimo posto in classifica. Con sole 19 partite a disposizione accade l'incredibile: sardi in Serie A e Bari beffato. 19 Maggio 2024, dopo un avvio complicato salva il Cagliari nella massima serie. Il suo rammarico è quello di non aver allenato Maradona. "Il più grande rammarico della mia carriera - disse - è che per pochi mesi non ho potuto allenare il più grande calciatore mai esistito. Io subentrai ad Alberto Bigon, l'ultimo tecnico italiano a lavorare con lui, ma sono stato onorato di essere stato premiato da Diego nel 2017 come miglior allenatore del mondo".
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