Logo AreaNapoli.it

Chi è stato veramente Osimhen a Napoli oltre la "maschera": infortuni, brutti gesti e trionfo

Victor Osimhen ha lasciato Napoli, ma ad oggi non ha nemmeno salutato i tifosi che lo hanno amato tantissimo.


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

05/09/2024 18:10 - Campionato
Chi è stato veramente Osimhen a Napoli oltre la maschera: infortuni, brutti gesti e trionfo

In "estrema" sintesi od "Osinthesi", chi è stato davvero il Osimhen a Napoli? Ripercorriamo per grandi linee la sua carriera. Victor cresce nella Strikers Academy di Lagos. Classe 1998, a gennaio del 2017 passa al Wolfsburg. Si fa male subito. L’anno dopo colleziona solo 12 presenze in campionato, di cui 3 da titolare. Viene mandato in prestito allo Charleroi: 20 reti in 36 partite, compresi i play-off. Viene riscattato per 3 milioni. Nel 2019 passa al Lille per 12 milioni di euro. Conclude la prima stagione, quella interrotta dal Covid, con 18 reti in 38 partite totali. E’ considerato un buon giocatore soprattutto per le doti atletiche e per il discreto fiuto del gol. Sul piano tecnico è ancora molto grezzo.

A luglio del 2020 passa al Napoli che investe ben 70 milioni di euro complessivi: è l’affare più oneroso della storia del club. Al calciatore viene riconosciuto un ingaggio da top player (4,5 milioni circa) che ancora non è. Gennaro Gattuso, tecnico degli azzurri, e Cristiano Giuntoli, direttore sportivo, credono molto in lui e convincono De Laurentiis a sborsare tale cifra. Inizia bene la stagione, conferma le doti fisiche e si inserisce quasi subito. Inizia anche a segnare. Successivamente, a causa di un INFORTUNIO alla spalla in Nazionale e la positività al COVID-19 (sorvoliamo su feste e festini), rimane indisponibile per due mesi e mezzo. Torna in campo il 24 gennaio 2021, nell'incontro perso dai partenopei per 3-1 in casa del Verona. Conclude l'annata con 10 reti in 30 partite complessive. Poco per un calciatore pagato tanto, ma le attenuanti non mancano. Il Napoli, tra alti e bassi, conclude la stagione al quinto posto sciupando clamorosamente la chance di approdare in Champions League all’ultima giornata: al Maradona arriva l’Hellas già salvo. La squadra va in vantaggio con Rrahmani, poi arriva il pareggio degli scaligeri. Osimhen viene letteralmente inghiottito da Gunter (che fine ha fatto costui?).


PUBBLICITÀ

Stagione 2021-22. Arriva Luciano Spalletti. Osimhen rimedia subito un’espulsione contro il Venezia. Il mister gli impartisce le prime lezioni. Dopo 15 giornate di campionato il Napoli è primo con 41 punti. Si tratta di record assoluto: 11 le vittorie consecutive al pronti via. Il primo miracolo del tecnico toscano. Il 21 novembre, durante Inter-Napoli, dopo un terribile e sfortunato scontro aereo con Skriniar (nel tentativo generoso di colpire di testa), si frantuma zigomo sinistro e dell'annessa orbita oculare. ALTRO INFORTUNIO. Rischia di perdere l’occhio. Il Napoli, con i migliori specialisti, lo rimette in piedi. Torna a giocare dopo quasi due mesi, il 17 gennaio 2022. Il 20 maggio vince il Premio Lega Serie A come Miglior Under-23 del campionato. Chiude con 18 gol in 32 incontri giocati tra campionato e coppe. La crescita è evidente, le sensazioni sono buone. Il Napoli chiude al terzo posto e torna in Champions. E c’è il rammarico per uno scudetto che sembrava possibile. Vince il Milan.

Inizia la stagione 2022-23. Osimhen esplode. Segna regolarmente tra campionato e Champions, via via diventa inarrestabile. A Roma realizza un gol impossibile con il quale spacca il campionato. Il Napoli inizia a fiutare che l’impresa è possibile proprio dopo il trionfo all’Olimpico. Nella successiva sfida col Sassuolo Osimhen ne segna addirittura tre. E si ripete con un gol e un assist sull’ostico campo della lanciata Atalanta. In altre parole è UN MOSTRO. Il campionato si ferma per il Mondiale. Dopo una prova non bellissima contro l’Inter (persa 1-0 a San Siro), il Napoli riparte di slancio battendo la Juventus 5-1 al Maradona: Osimhen trova la doppietta e l’assist per il gemello Kvaratskhelia. Segna ancora contro Salernitana e Roma (altro gol meraviglioso tra doppio stop volante e tiro al volo), quindi contro Spezia e Cremonese (segna per sei partite consecutive ed eguaglia Higuain, poi superato con il gol al Sassuolo). Viene premiato dall'AIC come miglior calciatore di Serie A del mese di febbraio. La scia è luminosissima: ne fa due all’Eintracht in Champions, gara degli ottavi di finale, al Maradona. Si ripete timbrando il cartellino anche in Germania nella gara di ritorno. Poi arriva un altro INFORTUNIO di ritorno dagli impegni con la nazionale. Salta il Milan in campionato, al Maradona finisce 0-4 per i rossoneri. Salta anche la gara di andata dei quarti di Champions a San Siro, ancora contro il Milan. Finisce 1-0 per il Diavolo anche grazie a decisioni vergognose dell’arbitro. Al ritorno Osimhen stringe i denti, ma a prescindere dagli orrori arbitrali (anche a Fuorigrotta, negato un rigore nettissimo a Lozano) finisce 1-1. Osimhen segna, ma quando è ormai troppo tardi. Napoli eliminato.

Il 4 maggio Osimhen segna il gol dell’1-1 sul campo dell’Udinese e il Napoli vince con diverse giornate d’anticipo il terzo scudetto della sua storia. Conclude l'annata con 31 gol totali, vincendo anche i premi di miglior attaccante e capocannoniere della Serie A. E da qui in poi finisce la storia di Osimhen a Napoli. Il nigeriano finalmente ha dimostrato di valere quei soldi spesi e l’ingaggio percepito.

In sintesi, tre stagioni buone ma non buonissime, con una crescita costante, ma soprattutto condizionata da tanti, troppi infortuni (certo la sfortuna non è mancata, ma ci ha messo anche del suo) e una annata da VERO FENOMENO. Osimhen ha incanto il mondo del calcio e voleva andare via. De Laurentiis non lo cede: ha sbagliato? La risposta è sì, ma parlare dopo è facile. L’errore che commette il presidente è non ritoccare gli ingaggi del nigeriano e soprattutto di Kvaratskhelia.

Il resto è conseguenza oltre i limiti della decenza con una stagione vergognosa. Osimhen, aveva comunque iniziato l'annata con una doppietta alla prima giornata di campionato sul campo del Frosinone. Viene pure inserito nella lista dei 30 candidati al Pallone d'oro. Chiude all’ottavo posto ed è il primo calciatore nella storia del club partenopeo a piazzarsi nelle prime dieci posizioni della graduatoria per il prestigioso riconoscimento individuale (per Maradona la storia è nota). Vince però il pallone d’oro africano. In mezzo le polemiche con il club per un video ironico e la cancellazione delle foto con la maglia azzurra dai suoi profili social. A dicembre rinnova anche il proprio contratto con il Napoli fino al 30 giugno 2026, con l'inclusione di una clausola rescissoria compresa fra i 120 e i 130 milioni di euro. Il suo ingaggio passa da 4,5 a 10 milioni più bonus, ma sia lui che De Laurentiis annunciano a campionato in corso la fine della storia con cessione scritta. Un teatrino patetico con uno stillicidio infinito di episodi squallidi. Chiude l’anno disastroso per tutti con 17 reti in 32 incontri totali. Napoli decimo in campionato e fuori dalle coppe. Il resto è cronaca di questi mesi.

In estrema Osinthesi: il Napoli e i tifosi devono ringraziare Victor per il bel percorso fatto e soprattutto per le stagioni con Spalletti, ovviamente in particolare quella memorabile dello scudetto, ma anche Osimhen ha avuto tanto dal Napoli e deve ringraziare il club partenopeo per aver creduto in lui. Lo ha fatto fino in fondo? No, ma la storia non si cancella. Da semi-sconosciuto quale era, è diventato via via un campione a Napoli. Anche per merito suo certo, ma un calciatore è un pezzo di un mosaico, dunque riconosca anche i meriti degli altri. Un po’ di rispetto sarebbe stato doveroso. Ha avuto un ottimo ingaggio subito, alla cieca, appena arrivato, nel 2020, poi ha preteso uno stipendio a TOP PLAYER. E lo ha avuto con la promessa di essere ceduto. Se prendi 10 milioni, una clausola da oltre 100 milioni è più che normale. Poi stranamente non sono arrivate per lui offerte degne di nota. O meglio: lui aveva l’accordo per contratti milionari (PSG e Arabia) mentre il Napoli doveva abbassare le pretese e accontentarsi di 70 80 milioni. E invece no, ridiamoci sopra un po’, na scarpa sì na scarpa no, come in un film di Charlot.

Alla fine è andato al Galatasaray, che non gioca la Premier League che è quel luogo magico che tanto sognava da bambino povero di Lagos, ma dal quale non è arrivata una proposta degna di nota. Spazio per lui ci sarebbe anche stato, ma al Chelsea senza Champions e con un ingaggio inferiore a quello che percepiva a Napoli. Come mai? La Serie A amplifica, ma chi capisce di calcio sa che se fai bene in Italia, non è detto sia scontato ripetersi in Inghilterra. Ricordate Koulibaly e, appunto, Pepè (che sembrava Pelè in Francia e Pepè Le Moko in England)?


PUBBLICITÀ

Ultimissime notizie
Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

ANNUNCI SPONSORIZZATI
Guarda suYouTube logo
Prossima partita del Napoli
NapoliNapoli
BolognaBologna
Napoli-Bologna, i precedenti
Serie A, lunedì 11 maggio alle 20:45