Calciatori del Napoli senza stipendio? Il 30%, le date cruciali e l'emergenza Covid. Tutti i dettagli

Tante, troppe polemiche intorno al Napoli. Si parla anche degli stipendi non versati ai calciatori. Ma qual è la verità? Proviamo a ricostruirla.
Dopo la sconfitta contro il Milan, intorno al Napoli tutto fa brodo per fare polemica e allungarlo a piacimento, con e senza sale. Si è tirato in ballo anche l'argomento "stipendi" in maniera forzata e pretestuosa. "C'è fastidio tra i calciatori visto che il club non paga gli stipendi da luglio". La prima, sommaria domanda che verrebbe da fare è: contro Parma, Genoa e Atalanta, magari anche Benevento, ovvero quando la squadra volava, o magari anche nelle due recentissime vittorie in Europa League, questo fastidio non c'era? C'era, certo che c'era. C'era e c'è sempre quando lavori (sì, anche i calciatori lavorano: questo è il loro lavoro, piaccia o meno agli snob e ai professionisti della retorica) e non percepisci il tuo stipendio. E questo vale per un operaio, per un ingegnere, per un medico, per un dirigente d'azienda, per un fruttivendolo e per un calciatore, appunto.
La verità è che il Napoli, che è sempre stato puntualissimo nei pagamenti degli stipendi ai calciatori, come tutte le società di calcio ha subito danni ingenti a causa dell'emergenza coronavirus e dunque ha utilizzato tutti gli strumenti a disposizione per limitare le perdite o per dilazionare i pagamenti. Anche la scelta di mettere in cassa integrazione i dipendenti, ad esempio, è un chiaro segnale in tal senso. E si può ragionare sull'eleganza e sulla necessità di farlo, ma questa è un'altra storia. Tornando ai calciatori, non è vero che il Napoli non paga gli stipendi, paga il 30% del mensile ad ognuno di loro. Dunque, i mesi di agosto, settembre e ottobre sono stati versati. Per semplificare, chi come Koulibaly, che è il calciatore più pagato della rosa, guadagna 550 mila euro al mese circa, ha incassato per ogni mese circa 165 mila euro.
Il Napoli, come tutti i club di Serie A, avrebbe dovuto pagare entro il 16 novembre (termine che resiste ancora per gli ingaggi più bassi) gli stipendi ai calciatori saldando il totale, per evitare penalizzazioni. Poi c'è stato uno slittamento al primo dicembre. Resta ferma la possibilità per i club di trovare un accordo con i calciatori. Da qui a dire che tale "fastidio" - che c'è, lo ripetiamo, ed è normale che ci sia e non necessariamente addossando colpe al club, ma al maledetto virus - possa influire sulle prestazioni, è davvero fuori luogo, anche perché vale per tutti i club di Serie A. Anzi, ci sono tre club che non hanno ancora saldato pendenze dello scorso anno.
Luca Cirillo
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