Beccantini: "Bremer-Hojlund, rigore non dato in onore del metro liberista dopo Inter-Napoli"
Roberto Beccantini, firma autorevole del giornalismo italiano, ha commentato Juventus-Napoli finita 3-0 per la squadra di Spalletti.

Il Napoli perde anche allo Stadium di Torino: vince la Juventus 3-0, ma c'è un calcio di rigore - netto - non dato ai partenopei sull'1-0. Un episodio pesantissimo sull'economia della partita. La squadra di Conte, fin troppo incerottata, non è poi riuscita a restare in partita.
Attraverso i propri canali, il noto giornalista Roberto Beccantini ha commentato la sfida tra bianconeri e partenopei: "Era un Napoli spolpato, senza un sacco di titolari (titolari veri) e i miei studi giocatoristi non possono non farlo presente. Verrei meno al mio giuramento. Ecco perché il 3-0 dello Stadium rilancia, sì, la Juventus spallettiana, ma pur sempre dentro le ragnatele di un’ordalia che ha celebrato il debutto partenopeo di Giovane, il ritorno di Lukaku e persino di Gatti. Certo: il gol di David, imbeccato da Locatelli; il palo di Thuram (con Loca sul podio); la «parata» di Buongiorno sul destruccio docile docile di Conceiçao; poi, dopo cambi che mi erano apparsi oggettivamene cervellotici, lo sgorbio di Juan Jesus, l’assist di Miretti per Yildiz e il sinistro filante di Kostic dal limite".
Poi Beccantini si è soffermato sull'episodio del calcio di rigore non concesso al Napoli: "A fronte, per la cronaca, di bolge non esattamente dantesche e di un episodio dubbio assai al 39’ (contatti Bremer-Højlund e Kalulu-Vergara in area, su angolo, sorvolati in onore del metro liberista preso dagli arbitri dopo la svolta doveriana di Inter-Napoli 2-2: contenti loro). Bel primo tempo. Con Madama a cassetta, padrona del pressing, e i campioni a rincorrerla, incerottati com’erano. Se blocchi McTominay con la gabbia e Højlund con Bremer, sei già a buon punto. Nel secondo, il Napoli ha cercato il tutto per tutto. Conte ha chiuso con il tridente, addirittura. Ma proprio Big Rom ha svirgolato la cosiddetta rete della bandiera. Sembrava, la Vecchia, un po’ troppo sulle sue. Non riusciva ad alimentare il contropiede. Ronzava, preoccupata, attorno a Locatelli e Thuram. Dall’altra parte, però, nessuno riusciva ad armare tiri degni di nota, se non su punizione (un paio: smorzate, peraltro, dalle barriere)".
Infine il decanto dei giornalisti sportivi italiani ha parlato di Spalletti: "Al Maradona, "Luscianone" aveva sbagliato molto. Stavolta no. Ha fatto tesoro degli errori: al diavolo il falso nueve. E l’Indice piangente? Aggrappato alla partita sino al 78’, quando l’erroraccio di Juan Jesus ha fissato l’ultimo confine. Quello dal quale non si torna più indietro".
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