Badiashile al patibolo dopo 10 disastrosi minuti in Serie A. Ma di chi è la colpa?

Badiashile è apparso pesante, spaesato, in netto ritardo di condizione. Ma è pur vero che non vedeva il campo per una partita ufficiale dallo scorso marzo.
Bollato, processato e condannato in appena dieci-undici minuti. Nel tribunale spietato dei social e della critica istantanea, a Benoît Badiashile non è stato concesso nemmeno il beneficio del dubbio. L'impatto con la Serie A del difensore francese, gettato nella mischia da Massimiliano Allegri nel finale infuocato di Inter-Napoli (finita 3-2 per i nerazzurri), è stato un incubo a occhi aperti.
Badiashile al patibolo dopo 10 disastrosi minuti in Serie A
Entrato per dare sostanza al Napoli in contenimento e centimetri in altezza, Badiashile è apparso un corpo estraneo: travolto da Marcus Thuram in occasione del momentaneo 2-2 e impreciso nell'azione che porta alla zampata decisiva di Lautaro Martínez. Certo, le responsabilità del giocatore sul campo ci sono: perdersi Thuram in quel modo e mostrare una tale passività in area di rigore è un errore grave per un difensore pagato fior di milioni dal Chelsea solo qualche stagione fa. Badiashile è apparso pesante, spaesato, in netto ritardo di condizione. Ma c'era da aspettarselo: parliamo di un calciatore che non vedeva il campo per una partita ufficiale dallo scorso marzo e che è atterrato a Napoli negli ultimi giorni di mercato senza aver fatto la preparazione con i compagni. Pensare che potesse dominare i campioni d'Italia a San Siro senza conoscere nemmeno i nomi dei partner di reparto era pura utopia.
Ma di chi è la colpa?
Se il giocatore mostra evidenti problemi fisici e poca reattività, la colpa della sua esposizione ricade inevitabilmente sulla guida tecnica. Massimiliano Allegri lo ha ammesso nel post-partita: "Forse avrei dovuto fare scelte diverse". Inserire un difensore fuori condizione, che parla una lingua diversa e non ha automatismi, nel momento di massimo forcing dell'Inter, ha significato lanciarlo in pasto ai leoni. Sostituire un attaccante per abbassare il baricentro e stravolgere la linea difensiva a dieci minuti dalla fine ha tolto certezze al Napoli, finendo per penalizzare proprio l'ultimo arrivato.
Le responsabilità del club e il fantasma di Tuanzebe
Ma non è di certo solo colpa di Allegri. Acquistare Badiashile in prestito con diritto di riscatto è stata un'operazione d'emergenza per tappare un buco in difesa visti i diversi infortuni, a partire da quello di Alessandro Buongiorno. Andare a prendere un calciatore reduce da mesi di inattività e proporlo come un nuovo pilastro della squadra con vista sul futuro, non è stata una scelta illuminata da parte di Manna. Il calciatore del Chelsea ha colpe evidenti per un atteggiamento troppo molle, ma la sua "condanna" dopo una decina di minuti è l'ennesimo manifesto della mancanza di pazienza del calcio moderno. La domanda da porsi, però, è: siamo certi che il classe 2001 avrà tempo e spazio per mostrare il suo valore? Ricordate, ad esempio, Axel Tuanzebe?








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