Ascoli-Napoli, lo sfregio di Bianchi alla squadra. Ecco perché mise Di Fusco in attacco

Nell'ultima gara del campionato 1986-1987 Ottavio Bianchi fece una scelta che non piacque a Diego Armando Maradona.
Tra Ottavio Bianchi e Diego Maradona vi era un rapporto a dir poco burrascoso, Luca Ferlaino (figlio di Corrado) in un'intervista a Genteditalia.org raccontò un particolare aneddoto. Anno 86/87, quello del primo Scudetto. “A fine campionato il Napoli andò a pareggiare con l’Ascoli per far retrocedere il Como (che era la squadra di Bianchi). Allora Bianchi fece entrare Di Fusco (il portiere di riserva, ndr) come centravanti in segno di sfregio alla squadra che aveva fatto uno sfregio a lui. Ma questo gesto assunse un significato preciso all’interno della squadra".
"Da quel momento Maradona, quando voleva prendere in giro Bianchi, durante le partitelle (visto che giocava spesso con la seconda squadra) metteva Di Fusco in attacco per farlo segnare". E dimostrare che, se avesse voluto, avrebbe vinto anche con Raffaele Di Fusco centravanti.
“Tra l’altro questo ti dimostra che Maradona poteva fare quello che voleva col pallone. Ma non perché si allenava o si sacrificava, gli veniva proprio naturale. E dimostra che lui poteva vincere le partite da solo. Nonostante fosse un selvaggio, non proprio una persona di cultura e si contornasse di gente discutibile, aveva questa forza, questo carisma, che riusciva a fare delle cose impensabili”, raccontò Luca Ferlaino.






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