Venerato: "Insigne e Allan guidarono l'ammutinamento. Ancelotti fu un Don Abbondio"

Ciro Venerato, giornalista esperto di calciomercato, si è soffermato sull'addio di Lorenzo Insigne e sull'ormai famoso ammutinamento post Salisburgo.
Insigne approderà al Toronto al termine della stagione. Ne ha parlato Ciro Venerato nel suo editoriale per footballnews24: "Insigne, insieme ad Allan, guidò la rivolta contro De Laurentiis il 5 novembre del 2019. Il patron, senza chiedere nulla al fin troppo cauto Ancelotti, impose alla squadra di andare in ritiro dopo il match di Champions contro il Salisburgo. L’intera rosa si ammutinò spedendo al mittente il diktat societario, sbagliato nei modi e nei contenuti. Lorenzo lo scugnizzo affrontò senza fronzoli De Laurentiis junior: questo ritiro non s’ha da fare e non si farà, manco fosse un novello Don Rodrigo".
"Di sicuro quella notte ci fu un Don Abbondio. Il mite Carletto non fu martello come ai tempi del grande Milan sacchiano: abbozzò per carità di patria e busta paga. “Tengo famiglia” è un atavico vezzo italiota. Nel caso di Ancelotti un dato di fatto visto che l’irascibile Don Aurelio pagava figlio (suo secondo) e genero (nutrizionista del club). La squadra andò via, tecnico e staff in ritiro a Castelvolturno. Quella sera produsse due addii annunciati. Ancelotti dopo quel gesto fu sfiduciato dalla rosa (che già lo amava poco), Lorenzo ruppe definitivamente i rapporti umani con l’Aurelio furioso. Si sa i figli so piezze e’ core, guai a chi li tocca. Insigne dopo lo splendido feeling con Sarri non legò con Ancelotti sotto il profilo tattico. Dopo quella terribile notte venne meno anche il feeling umano visto il gesto del nocchiero: perse bussola e timone schierandosi con De Laurentiis che poi fu costretto ad esonerarlo, visti gioco e risultati", ha aggiunto Venerato.








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