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Un Napoli che finalmente convince. Ma quante contraddizioni tattiche e non

Ottimo Napoli contro la Cremonese, ma ci sono diverse contraddizioni tattiche che non hanno convinto. Come mai Conte ha scelto di giocare in questo modo?


Alessandro D'AriaAlessandro D'AriaMatch Analyst

25/04/2026 15:01 - Calciomercato
Un Napoli che finalmente convince. Ma quante contraddizioni tattiche e non
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Quello che ha stritolato la Cremonese, al netto della inconsistenza della squadra di Giampaolo, è stato, finalmente, un Napoli convincente e, quasi del tutto, logico. Giocatori riportati nelle loro posizioni di maggiore congenialità - McTominay e Gutierrez su tutti – il guastatore Alisson in campo fin dall’inizio – era ora.

Alcune scelte tattiche di Conte sono apparse contradditorie

Eppure ancora una volta Conte ha voluto proporre una stortura tattica che soltanto la pochezza dell’avversario ha consentito senza causare danni. Quella di Olivera in posizione di centro-destra costituisce l’ennesima forzatura in una stagione in cui abbiamo visto 3 mancini nei 3 difensori centrali (pur avendo la possibilità di far giocare da “braccetto” di destra sia Rrahmani che Beukema), abbiamo sopportato di vedere Gutierrez quarto di mediana a destra, Elmas da mezzo esterno alto a destra. Eppure, l’analisi delle mappe termiche di questi giocatori, mostra chiaramente come in carriera la loro posizione sia stata completamente all’opposto.


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Occorre sottolineare come, qualsiasi tecnico avesse posto in essere tali anomale scelte tattiche, sarebbe stato additato come incompetente e confuso. Ma Antonio Conte non può certo esserlo, tuttavia anche nella positiva serata della squadra ha dato un segnale, non condivisibile, ma chiaro e forte: certi elementi, nella sua convinzione, possono essere rischiati soltanto con il risultato ampiamente acquisito. Ecco dunque che al minuto 54, entrano dopo il 4-0, Beukema per Olivera, Gilmour per Lobotka e Mazzocchi per Politano. Vale a dire la certificazione della scarsa fiducia che il tecnico ripone in taluni elementi, ritenuti schierabili solo quando il risultato è in ghiaccio...su tutti Gilmour, in maniera inspiegabile, e soprattutto Beukema, al quale addirittura è stato preferito Olivera in una posizione molto anomala di difensore centrale di destra.

La comunicazione di Conte

Anche nel post partita idee poco chiare del tecnico partenopeo. Conte dice: “McTominay quando gioca in quella posizione da box to box è risaputo che, arrivando a fari spenti, può fare male, quella è la sua posizione”. La domanda nasce spontanea: chi lo ha fatto giocare alto a sinistra e perché se non per perpetrare con ostinatezza un esperimento, quello dei fab four, chiaramente improduttivo e fallimentare? E ancora, Conte aggiunge: “a Napoli le aspettative sono salite ormai così tanto che il secondo posto pare essere un fallimento”. Altra domanda che nasce spontanea: non ha forse dichiarato in prima persona, appena 7 giorni fa, che il secondo è il primo dei perdenti?

Il proclama sibillino

E infine, il proclama sibillino: “Abbiamo i fucili puntati addosso”. Ma da chi? E soprattutto, il destino dei grandi, e Conte lo è e sa bene di esserlo, è quello di attirare a sé grandi aspettative e, di contro, critiche collegate al livello di attesa che si può avere non solo sui risultati, ma anche su atteggiamento e qualità del gioco della squadra. Ecco che, dunque, le critiche sacrosante mosse al tecnico dopo la scialba prova di Parma e dopo quella da censura contro la Lazio, ci stanno tutte, così come ci sta far notare che, Olivera a parte, è bastato riportare alcuni giocatori nel loro habitat tattico ideale e dare spazio all’energia di Alisson per vedere una squadra che è parsa, a tratti, quasi come liberata. Prossimo step, il “verticale” Gilmour in campo di più ed un po' di riposo anche a Lobotka che, come già Anguissa accomodatosi in panca con colpevole ritardo, merita di riposare non solo col Napoli sopra di 4 reti.


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Alessandro D'AriaAlessandro D'Aria
Match Analyst e Football Data Analyst certificato ed abilitato alla professione. Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Campania, a fine anni '90 ha seguito da vicino il Napoli, sia Primavera che prima squadra.

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