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Tiago Gabriel, il gigante che cresce in silenzio. Il centrale moderno che potrebbe convincere Allegri


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Pubblicato nella sezione Calciomercato
Tiago Gabriel, il gigante che cresce in silenzio. Il centrale moderno che potrebbe convincere Allegri
© foto di Image Photo Agency

Alla scoperta di Tiago Gabriel, il difensore portoghese di proprietà del Lecce potrebbe essere uno dei nomi che potrebbe fare al caso del Napoli di Massimiliano Allegri.


La tegola piovuta addosso ad Allegri prima ancora che il ritiro di Dimaro iniziasse, con l’infortunio grave di Alessandro Buongiorno che lo terrà verosimilmente lontano dal campo per circa 4 mesi, spinge Manna a dover andare, obtorto collo, sul mercato. In un calcio che ricerca sempre più difensori capaci di coniugare dominio fisico, velocità di lettura e qualità nella gestione del possesso, Tiago Gabriel rappresenta uno dei prospetti più interessanti emersi in Serie A nell'ultimo anno. Non è ancora un difensore "mediatico", non produce highlight spettacolari come un centrale aggressivo in uscita, né possiede ancora la fama internazionale di altri giovani portoghesi. Eppure, osservandolo con l’attenzione dovuta, emerge il profilo estremamente intrigante di un difensore che costruisce il proprio valore sulla riduzione dell'errore, sulla pulizia tecnica e sulla superiorità nei duelli.


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Alla scoperta di Tiago Gabriel

Tiago Gabriel Coelho Oliveira nasce il 26 dicembre 2004. Cresce calcisticamente nel vivaio dello Sporting CP, completa la formazione nel Vitoria Setubal e trova il primo vero spazio professionistico con l'Estrela Amadora, club che gli permette di confrontarsi rapidamente con il calcio senior. Nel gennaio 2025 il Lecce investe su di lui intuendone l'enorme potenziale. La sua storia personale racconta molto del carattere del ragazzo. In un'intervista ha spiegato di essere nato in Francia e di essersi trasferito in Portogallo da bambino, crescendo in una famiglia semplice nella quale il lavoro e la disciplina erano valori quotidiani. Non è un caso che il suo percorso sia stato progressivo e mai accelerato artificialmente, Tiago è un giocatore costruito attraverso la formazione.


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CARATTERISTICHE FISICHE

Parliamo di un centrale moderno di dimensioni imponenti con profilo antropometrico notevole. Altezza 196 cm,  peso circa 88 kg, di piede dominante, destro. La struttura fisica è già da livello internazionale, ma il dato interessante, però, è che non si tratta del classico gigante rigido. Per un difensore di quasi due metri possiede discreta rapidità sui primi metri, ampiezza di falcata molto elevata, capacità di recupero in campo aperto e buona coordinazione nei cambi di direzione. La leva lunghissima gli permette di intervenire su linee di passaggio apparentemente irraggiungibili.

ANALISI TECNICA

Il dominio aereo è probabilmente la sua miglior qualità. Grazie alla combinazione fra timing, elevazione, apertura delle braccia e sapiente lettura della traiettoria vince una quantità enorme di duelli alti, probabilmente perché non salta semplicemente più in alto, ma salta meglio, spesso anticipando il tempo dello stacco. Nei contrasti in tackle tende a aspettare, accompagnare e indirizzare l'avversario più che aggredire in maniera impulsiva. È un difensore che raramente "morde" fuori tempo e questo limita molto il numero di falli inutili. Nella marcatura predilige una marcatura orientata sull'uomo quando necessario, orientata sulla linea di passaggio nella difesa posizionale. Non è un difensore ossessivamente aggressivo, preferisce togliere opzioni. Nella gestione del pallone emerge forse il margine di crescita maggiore. È ordinato, pulito e sicuro, ma non ancora creativo. Lo dimostrano le sue scelte che sono prevalentemente lo scarico corto, l’appoggio sul mediano, l’apertura laterale, verticalizzazione solo quando chiaramente disponibile. Difficilmente forza la giocata.

tiago Gabriel match analyst

ANALISI TATTICA

Dal punto di vista posizionale è probabilmente il suo vero punto di forza. Legge molto bene profondità, coperture preventive, distanza dal compagno e orientamento del corpo. Non ama uscire aggressivamente oltre la linea difensiva, preferisce difendere la porta in quello che rappresenta un principio molto "italiano". E è proprio nella difesa dell'area che si vede tutta la scuola della Serie A. È molto efficace nel difendere il primo palo, nell’ assorbire i cross e gestire i tagli alle spalle, proteggendo la zona del dischetto. Per un allenatore come Allegri questa qualità vale quasi quanto una buona costruzione. In campo aperto, contrariamente a quanto potrebbe suggerire la statura, non soffre particolarmente la profondità. Grazie alla lunghezza della falcata riesce spesso a recuperare situazioni apparentemente compromesse. Ovviamente non possiede l'esplosività di Buongiorno, ma è comunque sopra la media dei centrali di 1,95 m. La mentalità è una caratteristica poco appariscente ma molto importante.

Tiago Gabriel trasmette calma, non protesta, non si agita, non forza le giocate. È il classico centrale che migliora la serenità dell'intero reparto, un centrale difensivo puro che possiede caratteristiche che gli consentono di adattarsi a più sistemi di gioco. La sua migliore qualità è la gestione della linea difensiva e dei duelli, non la costruzione avanzata del gioco. In un 4-3-3, sistema che probabilmente ne valorizza maggiormente le caratteristiche, può giocare da difensore centrale di destra o di sinistra, con compiti di difesa della profondità, di marcatura della prima punta, coperture preventive e impostazione semplice verso il mediano. In una linea a quattro con Allegri potrebbe occupare sia il centro-destra sia il centro-sinistra, anche se sul centro-destra (essendo destro naturale) risulta leggermente più fluido in uscita. In un sistema 4-2-3-1, con due mediani davanti alla difesa, può concentrarsi maggiormente sui duelli individuali senza essere costretto ad uscire molto lontano dalla propria zona. È probabilmente il modulo più adatto ad un allenatore pragmatico. Nel 3-5-2 può giocare come centrale dei 3, posizione in cui potrebbe sfruttare la sua abilità nel gioco aereo, nelle letture e nelle coperture; ma può adattarsi anche da braccetto destro, pur con ancora qualche limite nell’interpretazione di un ruolo che richiede di accompagnare l’azione, condurre palla e rompere la pressione, qualità che ancora non possiede del tutto.

tiago gabriel raggi x

DOVE DEVE MIGLIORARE

Dal punto di vista dell'analisi individuale vedo quattro aree principali in cui Gabriel dovrebbe lavorare per migliorare:

1. Costruzione verticale

Può aumentare il numero di passaggi che rompono una linea di pressione.

2. Aggressione in avanti

Talvolta aspetta troppo. In alcune situazioni potrebbe anticipare l'attaccante anziché accompagnarlo.

3. Leadership

Ha ancora un atteggiamento piuttosto silenzioso. Per diventare un difensore di alto livello dovrà comandare maggiormente la linea.

4. Cambi di direzione stretti

Contro attaccanti molto rapidi nei primi due metri può andare leggermente in difficoltà.

IL CONFRONTO CON ALESSANDRO BUONGIORNO

Non sono due difensori identici, anzi. Per certi versi sono molto diversi e quasi agli antipodi. L’uno destro, l’altro mancino. Il primo attendista, il secondo aggressivo. Gabriel più abile nel gioco aereo e nell’accompagnare l’attaccante, Buongiorno più abile nell’anticipo. Ovviamente, se Alessandro è un centrale già strutturato e formato, Tiago è da considerarsi ancora un prospetto, sebbene l’ultima stagione lo abbia consacrato ormai a ottimi livelli nella nostra Serie A e abbia notevoli margini di crescita.

grafica Buongiorno-Gabriel

SAREBBE IL PROFILO GIUSTO PER IL NAPOLI DI ALLEGRI?

Dal punto di vista tattico la risposta è sì, soprattutto se l'obiettivo fosse sostituire temporaneamente Alessandro Buongiorno. Il calcio di Massimiliano Allegri attribuisce grande valore ai difensori che:

difendono bene l'area; 

vincono i duelli aerei; 

sbagliano poco; 

mantengono la linea corta; 

non rischiano inutilmente il possesso. 

Sotto questo profilo Tiago Gabriel appare molto compatibile.

Lo sarebbe probabilmente meno in un sistema che richieda al centrale di rompere costantemente le linee con conduzioni e verticalizzazioni, mentre in un contesto più pragmatico e orientato all'equilibrio potrebbe crescere rapidamente. Dopo una stagione da titolare quasi inamovibile al Lecce, il suo rendimento ha attirato l'interesse di diversi club europei, segnale di una valutazione ormai consolidata sul mercato.


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Alessandro D'Aria
Match Analyst e Football Data Analyst certificato ed abilitato alla professione. Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Campania, a fine anni '90 ha seguito da vicino il Napoli, sia Primavera che prima squadra.
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