Shakhtar, Nicolini: "Rammarico per la Conference. Allegri uomo giusto per il Napoli. Vi parlo di Vinicius Tobias"

Carlo Nicolini ha parlato ai microfoni del canale YouTube di AreaNapoli.it. Le parole del membro dello staff tecnico dello Shakhtar Donetsk e per anni figura di riferimento dell'area dirigenziale del club ucraino.
Carlo Nicolini, oggi membro dello staff tecnico dello Shakhtar Donetsk e per anni figura di riferimento dell'area dirigenziale del club ucraino, ha rilasciato ai microfoni del canale YouTube di AreaNapoli.it la propria analisi sulla stagione appena conclusa. Dalla cavalcata europea interrotta soltanto in semifinale di Conference League – contro il Crystal Palace che è stata poi la vincitrice della competizione – fino ai temi di mercato che coinvolgono il Napoli, passando per il profilo di Vinicius Tobias e l'approdo di Massimiliano Allegri sulla panchina azzurra, Nicolini ha oAerto una lettura approfondita del momento vissuto dal calcio europeo.
Carlo Nicolini parla della stagione dello Shakthar
Mister, che bilancio tracci della stagione dello Shakhtar? "È mancata la classica ciliegina sulla torta, perché ritengo che non fossimo aAatto inferiori al Crystal Palace. La nostra è stata una stagione estremamente complessa: abbiamo disputato circa venti partite europee aArontando trasferte massacranti, con viaggi di dieci, dodici e talvolta persino venti ore. In queste condizioni diventa dfficile preparare gli incontri e mantenere sempre il massimo livello di rendimento. Abbiamo commesso qualche errore dovuto anche all'inesperienza, ma resto convinto che il Crystal Palace non fosse superiore a noi. Hanno meritato la qualificazione e il successo finale, ma la differenza tra le due squadre è stata minima. È mancato soltanto un ultimo passo per trasformare una stagione eccellente in una stagione epica."
Resta comunque un'annata da ricordare
"Assolutamente sì. Riportare lo Shakhtar alla conquista del campionato dopo il terzo posto della stagione precedente, qualificarsi alla prossima Champions League e raggiungere la semifinale di Conference League rappresentano risultati di assoluto valore. Il tutto dopo aver ceduto due giocatori importanti come Sudakov e Kevin e continuando a valorizzare numerosi giovani. Credo che il presidente, Dario Srna, il tecnico Arda Turan e tutto lo staff abbiano svolto un lavoro straordinario".
Rimane dunque un pizzico di rammarico?
"Sì, perché quando si arriva così vicino al traguardo si desidera inevitabilmente completare l'opera. Probabilmente ha inciso anche la nostra giovane età: eravamo una delle squadre più giovani d'Europa. Inoltre, siamo arrivati a maggio molto provati dalle continue trasferte. Le nostre gare casalinghe si disputano a Cracovia, lontano dal nostro stadio e dai nostri tifosi. Per raggiungere il campo impieghiamo spesso nove o dieci ore di viaggio. Non vuole essere un alibi, ma è una realtà che inevitabilmente pesa nel corso di una stagione".
Ti convince il nuovo format delle competizioni europee?
"Come tutte le novità presenta aspetti positivi e criticità. Nei vecchi gironi alcune partite finali potevano avere un'importanza relativa, ma anche oggi le squadre finiscono per fare determinati calcoli. È vero che arrivare tra le prime otto garantisce un vantaggio, ma successivamente tutto viene rimesso in discussione. Lo dimostra il percorso del Paris Saint-Germain, che non aveva chiuso tra le prime posizioni eppure è riuscito a imporsi. Credo inoltre che si rischi di perdere un po' del fascino dell'attesa. Vedere grandi sfide come Real Madrid-Bayern Monaco già a settembre o ottobre può togliere qualcosa all'eccezionalità dell'evento".
Si è parlato molto di un possibile interesse del Napoli per Vinicius Tobias. Cosa c'è di vero?
"Non posso confermare nulla, semplicemente perché oggi faccio parte dello staff tecnico e non di quello dirigenziale. Sono questioni che riguardano il direttore sportivo Dario Srna e il responsabile scouting Salvatore Monaco. Posso però dire che Vinicius Tobias, come altri giovani dello Shakhtar, è osservato con grande attenzione da numerosi club europei. Si tratta di un calciatore di alto livello e sarebbe naturale suscitasse interesse".
Come descriveresti Vinicius Tobias a chi lo conosce meno?
"È un giocatore estremamente completo. Possiede forza fisica, velocità, resistenza aerobica e una tecnica superiore alla media per il suo ruolo. Interpreta il calcio moderno con grande naturalezza: sa difendere, ma anche accompagnare l'azione offensiva con qualità. Nonostante la giovane età ha già maturato esperienze importanti con il Real Madrid e con lo Shakhtar, oltre a confrontarsi nelle competizioni internazionali. Tutto questo gli conferisce una maturità superiore rispetto a molti suoi coetanei".
E dal punto di vista caratteriale?
"È un professionista esemplare. Non esistono aspetti negativi associati al suo profilo. Lavora con serietà e dedizione e possiede ancora ampi margini di miglioramento".
Nel calcio italiano serve maggiore coraggio nell'investire sui giovani?
"Quando un'area scouting individua un talento autentico, bisogna avere il coraggio di investire senza esitazioni. Attendere conferme infinite significa spesso arrivare tardi, quando il valore del giocatore è già cresciuto e la concorrenza internazionale diventa molto più difficile da affrontare. Bisogna anche avere la pazienza di farli giocare, accettando inevitabilmente qualche errore. Alla lunga questi investimenti producono quasi sempre risultati sportivi ed economici”.
Come valuti la scelta di Massimiliano Allegri per la panchina del Napoli?
"Dal punto di vista del Napoli e del presidente De Laurentiis è una scelta che considero condivisibile. Dopo due anni di gestione Conte, una squadra può avere bisogno di nuovi stimoli e di una diversa impostazione".
È il profilo ideale per questa fase?
"Credo che il Napoli disponga già di una rosa molto forte, che necessita soprattutto di essere rigenerata e valorizzata. Allegri è particolarmente bravo nella gestione dei gruppi e dei grandi giocatori. Parliamo di una squadra che possiede qualità, esperienza e margini importanti. In un contesto del genere, la sua figura può risultare particolarmente efficace"
Qual è la principale differenza tra Allegri e Conte?
"La carriera e i risultati parlano per lui. Allegri appartiene alla categoria degli allenatori che eccellono nella gestione delle risorse umane e delle dinamiche interne a uno spogliatoio. Conte e Allegri rappresentano due idee differenti di calcio: il primo tende a incidere profondamente sull'identità tattica delle proprie squadre, il secondo punta maggiormente sulla valorizzazione del materiale tecnico a disposizione e sulla capacità di ottenere il massimo rendimento dai propri giocatori".
Un giudizio finale sull'operazione?
"A bocce ferme e considerando il livello della rosa attuale, ritengo che Allegri possa essere il profilo giusto per garantire continuità al progetto Napoli. Ormai il club azzurro non può più essere considerato una sorpresa: è una realtà consolidata del calcio italiano e deve essere inserita stabilmente tra le principali candidate alla conquista dello scudetto", ha concluso ad AreaNapoli.it.







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