Sarri ora è ricco, ma povero. Divorzio con la Juventus da 40 milioni, retroscena Ronaldo e Paratici

Maurizio Sarri per la prima volta dopo tanti anni, non farà il ritiro sulla panchina di una squadra.
Sono giorni difficili per il tecnico Maurizio Sarri che, dopo diversi anni, non ha una panchina. Sta fermo, a casa, a pensare. E si gode certamente i soldi della Juventus, ma la risoluzione non può essere, e non sarà, contrattuale, come ribadisce Alfredo Pedullà sulle pagine de La Gazzetta dello Sport. L’impegno con il club bianconero dell'ex allenatore del Napoli resta fino a quando non arriverà una proposta ritenuta davvero giusta per ripartire.
Ecco quanto si legge: "Sarri non ha rabbia, ma malinconia, inquietudine, smarrimento misto a pentimento. Chelsea e Juve gli hanno gonfiato il conto in banca e arricchito la bacheca. Maurizio è ricco ma povero. Tornerà ricco quando allenerà e non gestirà. I punti chiave sono dieci, nel suo tormentato rapporto con la Juve che ha portato a un divorzio da oltre 40 milioni lordi, quelli che comprendono il suo staff. E una penale da 2,5 milioni che la Juve gli dovrà versare non facendo ovviamente scattare l’opzione prevista per il terzo anno. Il Sarri di oggi, in alcuni punti, va riepilogato così: il rapporto di Maurizio con i giocatori, quello con Cristiano Ronaldo (i due si sono sopportati), con Paratici il rapporto è andato peggiorando e il suo futuro era già stato deciso la notte dell’eliminazione dalla Champions: aveva capito tutto da giorni".






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