Osimhen, il "duecentino" e l'Arabia Saudita che per ora non è nemmeno Parigi

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Se Parigi, storicamente e notoriamente, val bene una messa, probabilmente lo stesso non vale per l'Arabia Saudita, almeno non per ora. La frase pronunciata da Enrico di Navarra (Enrico IV di Borbone, detto Enrico il Grande), che era ugonotto e si convertì al cattolicesimo per motivi strategici e politici, non si può dunque estendere alla Saudi Pro League in relazione a Victor Osimhen, il cui futuro è ancora a tinte azzurre considerando che ha l'accordo con De Laurentiis per il rinnovo a cifre blu.
Il presidente, come abbiamo più volte sottolineato, gli ha offerto circa 10 milioni di euro, bonus compresi, andando ben oltre il record precedente di 7 milioni (ingaggio concesso a Koulibaly, mentre con Higuain era arrivato massimo a 6,5 con bonus, ma erano altri anni). Il tutto per evitare di trovarsi nella prossima estate con il cappio alla gola di dover cedere. La verità è che dall'Arabia Saudita non è arrivata nessuna offerta concreta, soprattutto nessuno ha sfiorato il famoso "duecentino" chiesto da De Laurentiis. Il PSG ci ha pensato, ma la grana Mbappè non è di facile soluzione e il tempo stringe. E poi 222 milioni è costato Neymar...






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