Napoli, il mercato crea valore: + 128 milioni secondo il Cies. Ma la Serie A resta indietro

Il bollettino settimanale del CIES Football Observatory analizza l'apprezzamento e il deprezzamento dei calciatori non provenienti dal settore giovanile acquistati negli ultimi cinque anni.
Il calciomercato non si misura soltanto attraverso la spesa sostenuta per acquistare un calciatore o il ricavo ottenuto al momento della sua cessione. Esiste una terza dimensione, meno immediata ma decisiva per valutare la qualità della gestione sportiva: la capacità di acquistare giocatori a condizioni favorevoli, valorizzarli e accrescere nel tempo il patrimonio tecnico ed economico della società. È questa la prospettiva adottata dal 557° bollettino settimanale del CIES Football Observatory, che analizza l'apprezzamento e il deprezzamento dei calciatori non provenienti dal settore giovanile acquistati negli ultimi cinque anni, considerando sia i giocatori già ceduti sia quelli ancora sotto contratto. La graduatoria racconta una storia significativa. L'Eintracht Francoforte guida la classifica mondiale con un saldo positivo di 527 milioni di euro, davanti al Real Madrid (+526 milioni) e al Paris Saint-Germain (+490 milioni). Benfica e Manchester City completano le prime cinque posizioni. E l'Italia? Il quadro è interessante: il Napoli compare nella parte centrale della graduatoria mondiale, ma è accompagnato da altre società italiane che mostrano risultati economici positivi e significativamente migliori dei partenopei. Il dato azzurro, soprattutto, merita una lettura che vada oltre il semplice piazzamento.
NAPOLI: 128 MILIONI DI APPREZZAMENTO, CON UN MERCATO DA 878 MILIONI
Il Napoli registra un apprezzamento complessivo di 128 milioni di euro. Il saldo è composto da 81 milioni generati dai giocatori già trasferiti e da 47 milioni di rivalutazione dei calciatori ancora sotto contratto. La distinzione è fondamentale. La prima componente riguarda il valore economico emerso dalle operazioni concluse; la seconda rappresenta invece una valorizzazione patrimoniale stimata, legata al valore di mercato attuale dei giocatori ancora in rosa. Il risultato indica che la strategia di mercato del Napoli ha prodotto valore in entrambe le dimensioni, realizzando un saldo positivo sia attraverso le cessioni sia attraverso la crescita del patrimonio sportivo. Il dato acquista ulteriore significato se rapportato al volume complessivo dei trasferimenti, pari a 878 milioni di euro. Non si tratta, tuttavia, di un utile netto contabile: l'indicatore CIES misura l'apprezzamento dei calciatori secondo la metodologia descritta, non il profitto complessivo della società.

IL CONFRONTO CON LE ALTRE SQUADRE ITALIANE
Le schermate mostrano una Serie A capace di esprimere diversi modelli di valorizzazione, con risultati molto differenti. Atalanta e Roma occupano posizioni di rilievo nella graduatoria mondiale, mentre il Napoli si colloca più indietro, pur mantenendo un saldo positivo.
Atalanta e Roma: il riferimento italiano
L'Atalanta presenta un apprezzamento di 354 milioni di euro, che la colloca tra le prime dieci società della graduatoria mondiale riportata. È un risultato che conferma la capacità del club bergamasco di individuare giocatori valorizzabili, inserirli in un contesto tecnico favorevole e generare valore sul mercato. La Roma segue con 323 milioni, un dato particolarmente significativo perché colloca il club giallorosso davanti a numerose società europee di primo piano. Sono due modelli differenti per dimensione e impostazione, ma accomunati dalla capacità di produrre un saldo positivo consistente nel periodo considerato.
Udinese, Bologna e Inter: tre percorsi diversi
L'Udinese raggiunge 252 milioni di euro, confermando la propria vocazione alla ricerca e alla valorizzazione di talenti sul mercato internazionale. Bologna e Inter si attestano entrambe a 236 milioni. Il dato identico non implica strategie equivalenti: l'indicatore aggrega il risultato economico delle operazioni e la rivalutazione dei giocatori ancora sotto contratto, senza descrivere direttamente la qualità delle prestazioni o la competitività delle rispettive rose. Per l'Inter, il risultato è particolarmente interessante perché mostra come anche un club di vertice possa produrre apprezzamento attraverso una combinazione di acquisti, cessioni e valorizzazione dei calciatori.
Juventus e Lazio: saldo positivo, ma distante dalle prime
La Juventus registra 145 milioni di euro, mentre la Lazio raggiunge 147 milioni. Sono valori positivi, ma lontani dai risultati di Atalanta e Roma. Il dato juventino è inoltre accompagnato da un saldo di 230 milioni relativo ai giocatori ancora di proprietà e da un risultato negativo di 85 milioni per quelli già ceduti, secondo le colonne della schermata. Questo contrasto mostra quanto sia importante distinguere la rivalutazione del patrimonio ancora in rosa dal valore effettivamente realizzato attraverso le cessioni.

IL NAPOLI DAVANTI A UN BIVIO: VALORIZZAZIONE PATRIMONIALE E RENDIMENTO SPORTIVO
Il saldo di +128 milioni racconta una gestione capace di generare valore, ma non colloca il Napoli tra le eccellenze assolute della graduatoria. Il confronto con Atalanta (+354 milioni) e Roma (+323 milioni) evidenzia una distanza significativa. Anche rispetto a Bologna e Inter, il Napoli presenta un apprezzamento inferiore di 108 milioni. Questo divario non dimostra, da solo, una minore qualità della gestione sportiva. La classifica non misura direttamente i trofei vinti, i punti conquistati, la qualità della rosa o la sostenibilità complessiva del bilancio. Inoltre, la composizione degli acquisti effettuati nel quinquennio, l'età dei giocatori e le condizioni contrattuali incidono sul risultato. Per interpretare correttamente il dato azzurro occorre quindi tenere insieme tre dimensioni:
Valore realizzato: quanto valore è emerso dalle cessioni dei giocatori acquistati nel periodo.
Valore potenziale: quanto si sono rivalutati i calciatori ancora sotto contratto.
Efficienza sportiva: quanto gli investimenti hanno contribuito ai risultati della squadra, elemento che questa specifica classifica non misura.
La componente di 47 milioni relativa ai giocatori ancora di proprietà rappresenta una risorsa potenziale, ma non un ricavo già incassato. La componente di 81 milioni relativa ai giocatori ceduti è invece più vicina alla dimensione economica realizzata, pur non equivalendo automaticamente all'utile contabile delle operazioni.
LA LEZIONE DEL CIES: NON BASTA SPENDERE, BISOGNA CREARE VALORE
La graduatoria mondiale offre alcuni riferimenti interessanti. L'Eintracht Francoforte è primo con +527 milioni di euro, di cui 293 milioni legati ai giocatori già ceduti e 234 milioni ai calciatori ancora di proprietà. Il Real Madrid segue con +526 milioni, ma con una composizione molto diversa: soltanto 27 milioni derivano dai giocatori ceduti, mentre 499 milioni riguardano la rivalutazione della rosa attuale. Il Paris Saint-Germain raggiunge +490 milioni, il Benfica +488 e il Manchester City +447. Il Benfica, in particolare, rappresenta un riferimento significativo per il suo modello di sviluppo e valorizzazione dei calciatori. All'estremo opposto, il bollettino segnala una forte svalutazione per alcuni club sauditi e per il Manchester United, che registra il risultato peggiore tra le società europee citate, con −405 milioni. La distanza tra questi risultati dimostra che un elevato volume di trasferimenti non garantisce automaticamente la creazione di valore. Contano il prezzo d'acquisto, l'evoluzione del giocatore, la durata del contratto, il momento della cessione e la capacità della società di gestire il rischio sportivo ed economico.
CONCLUSIONE: IL NAPOLI CREA VALORE, MA PUÒ AMBIRE A UN SALTO DI QUALITÀ
Il +128 milioni del Napoli è un risultato positivo e merita di essere letto come un indicatore della capacità del club di valorizzare gli investimenti effettuati sul mercato. Tuttavia, il confronto con Atalanta e Roma dimostra che esistono società italiane capaci di ottenere risultati nettamente superiori secondo questo parametro. La sfida per il Napoli consiste nel trasformare l'apprezzamento dei calciatori in un vantaggio competitivo duraturo: costruire rose capaci di ottenere risultati, preservare il valore dei giocatori e individuare il momento giusto per monetizzare gli investimenti. Il vero obiettivo non è soltanto aumentare il valore di mercato della rosa, ma fare in modo che la valorizzazione patrimoniale, i risultati sportivi e la sostenibilità economica procedano nella stessa direzione.








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