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L'ennesima scelta anticonformista di De Laurentiis: quali rischi per il Napoli?


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Pubblicato nella sezione Calciomercato
L'ennesima scelta anticonformista di De Laurentiis: quali rischi per il Napoli?
© foto di Image Photo Agency

Dopo "sono io il vostro Cavani" e "voglio diventare l'agente dei miei calciatori", il presidente del Napoli potrebbe sorprendere ancora.


Da quando è entrato nel calcio, ovvero nel lontano 2004, Aurelio De Laurentiis ha sempre fatto di testa sua senza mai piegarsi alle logiche di un mondo che ovviamente non era il suo e che non conosceva per niente. Il suo primo maestro è stato Pier Paolo Marino poi, passo dopo passo, ha capito tanti segreti ed ha iniziato a lavorare in piena autonomia al punto che non ha mai riconosciuto capi se non se stesso all'interno della famiglia Napoli. Per lui i dirigenti sono collaboratori, così come allenatori e calciatori. Ricordiamo tutti il famoso "sono io il vostro Cavani". E così ha introdotto nel calcio i contratti usati nel cinema, ha tenuto per sè i diritti di immagine dei calciatori e ha via via rivoluzionato alcuni aspetti come la panchina lunga in campionato per evitare ai tecnici il gesto antipatico di mandare calciatori in tribuna. 

Don Aurelio vorrebbe tante altre riforme ben più sostanziose per rigenerare l'entusiasmo un po' sopito per questo sport soprattutto tra i giovani. Ora è in arrivo l'ennesima scelta anticonformista: dopo l'addio di Giuntoli, sembrerebbe orientato a dire "sono io il vostro direttore sportivo". Ed infatti non è detto che ne arriverà un altro al posto dell'ottimo Cristiano. In organico, del resto, gli scout saranno gli stessi (Micheli e Mantovani), i collaboratori di Giuntoli, in particolare Pompilio, resteranno, e c'è anche Antonio Sinicropi (il marito di Valentina De Laurentiis, quest'ultima avrà ancora più spazio dopo l'addio di Formisano) che ha appena preso la patente di direttore sportivo e potrebbe mettersi a disposizione del club.


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Un altro momento di rottura del "sistema" è in arrivo? Vedremo, De Laurentiis è imprevedibile, ma tutti ricorderanno cosa disse tempo fa: "Voglio essere l'agente dei miei calciatori". Insomma, passo dopo passo, invaso anche il campo dell'abbigliamento sportivo, il presidente proverà a scendere anche sul terreno di gioco. Il caffè di Tommaso, però, non potrà mai replicarlo. Padre padrone o vale quel vecchio detto che l'ideale sono le società con numero di soci dispari e inferiore a tre? 

Il Napoli da questo punto di vista rischia di perdere un po' di smalto negli equilibri complessivi perché un direttore sportivo è anche un bravo diplomatico che agisce dietro le quinte ed è pronto a gettare acqua su eventuali incendi o addirittura li previene, ma sul piano tecnico, sulla scelta dei calciatori e della costruzione della squadra, potremmo assistere all'ultima genialata di ADL. E' anche questione di fortuna in certi casi, soprattutto quando si sperimenta. E al patron dei campioni d'Italia questa dote non manca di certo. E quella, si sa, aiuta gli audaci.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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