L'arroganza dei soliti noti (e dei sodali al seguito) che irrita De Laurentiis

"Nel calcio i contratti non contano pił di tanto". Quante volte avete sentito questo ritornello ridicolo e fuori da ogni grazia di Dio?
Se il professionista tizio ha con un club un contratto che scade il 30 giugno del 2024, ci sono ovviamente delle regole da rispettare se un altro club intende mettere le mani sullo stesso tizio. Prima di ogni cosa, come buona eduzione vorrebbe a prescindere dal rispetto delle regole, il club interessato a "strappare" il professionista in questione è tenuto a contattare ufficialmente il club che beneficia delle prestazioni del tizio, per capire se eventualmente c'è la volontà di trattare la cessione. Invece chi è arrogante e pensa che tutto gli è dovuto, di solito agisce così: inizialmente ingolosisce tizio con una offerta interessante e soprattutto gli chiede di fare pressione sul proprio club per andare via.
In questo modo si mette al riparo perché poi verrà fuori che è tizio che vuole andare via e che eventualmente rinuncia ai suoi diritti pur di andarsene; successivamente accade che si scatenano i sodali al seguito per far passare il messaggio che nel calcio i contratti sono relativi, che in questo mondo così funziona da sempre, che qualcuno vuole fare i dispetti e via discorrendo. Ma De Laurentiis non è di certo un fessacchiotto di primo pelo. Ed i suoi contratti, come ha sottolineato più volte, sono mutuati dal cinema. Per mettere la parola fine ad un film, dunque, ci sono passaggi da rispettare perché il "cinema" non è il pallone dove "funziona così".








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