"Kvara stava diventando un problema per Conte". Perché il Napoli l'ha ceduto

Le ragioni che avrebbero spinto Antonio Conte a dare il suo benestare alla cessione di Khvicha Kvaratskhelia.
La cessione di Khvicha Kvaratskhelia avrebbe complicato i piani del Napoli sul mercato di gennaio. L'esterno offensivo georgiano ha lasciato il club partenopeo durante la sessione invernale di trasferimenti, dopo aver deciso di non rinnovare il suo contratto.
"Il Napoli - spiega Mirko Calemme, corrispondente di 'Diario As', ai microfoni di Radio Marte - non ha avuto una situazione semplice a causa di Kvara e della sua scelta, perché voleva rinnovargli il contratto: l'idea della strategia era quella, ma non è riuscita ad attuarla. Antonio Conte ha dato l'ok alla cessione perché ormai il ragazzo spingeva da mesi per andare al PSG e poteva diventare un problema, qualora non fosse partito, rimanendo con quello stato d'animo: per questo, il Napoli ha deciso di cederlo".
I tifosi azzurri, a bocce ferme, si dicono amareggiati. "Ovvio che con Okafor ti sei indebolito - commenta Calemme - Si era partiti con l'idea di acquistare un centrale, ma non è arrivato. Conte ha dimostrato che anche Jesus e Spinazzola, che sembravano fuori dal progetto, possono rientrare. Bisogna dare fiducia al mister. Okafor non è Kvara o Garnacho, ma può essere utile. Capisco la delusione. Non è bello per i tifosi, ma non dipingerei un quadro catastrofico, perché il Napoli resta forte. Okafor in forma, a Roma, sarebbe stato utile e non c'era: è un giocatore di strappo e che sa saltare l'uomo".






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