De Magistris: "7 milioni per Muratore, 62 Pjanic. Plusvalenze: fatta la legge, trovato l'inganno"

Raimondo De Magistris, giornalista, nel suo editoriale su Tuttomercatoweb.com ha parlato del tema plusvalenze.
Raimondo De Magistris, giornalista, nel suo editoriale settimanale su Tuttomercatoweb.com mette in evidenza la situazione plusvalenze tirando in ballo anche la Juventus: "Sette milioni di euro per Muratore, 62 per il cartellino di Pjanic, 70 per quello di Arthur. Con la chiusura dei bilanci, torna d'attualità il tema delle plusvalenze. Quanto valgono i giocatori? È possibile stabilire ante litteram un prezzo dei cartellini? Lo chiedono in molti, non solo i tifosi. Due giorni fa Jordi Costa, giornalista di 'Catalunya Radio', nel corso di una trasmissione in cui si analizzava lo scambio Arthur-Pjanic faceva una valutazione di questo tipo: "Se si puniscono i club che gonfiano le sponsorizzazioni, non capisco perché non debbano essere puniti anche quelli che gonfiano i prezzi dei cartellini". In effetti in questi anni la UEFA ha multato i club per sponsorizzazioni dal valore troppo alto rispetto al valore del club, le ha punite soprattutto quando erano riconducibili alla stessa proprietà. E a volte, raramente, è andata anche oltre la multa. Mentre sulle plusvalenze mai una parola. Analizzando lo scambio Arthur-Pjanic, sono evidenti i motivi che hanno portato il mondo catalano a storcere il naso per una operazione che sembra tutta a vantaggio della Juve. Perché se la valutazione di Arthur è molto alta quella di Pjanic - per età del giocatore, per ingaggio e rischi economici dell'affare - sembra fuori ogni logica".
Inoltre aggiunge: "Valutare 60 milioni di euro un giocatore che va per i 31 anni vuol dire vincolarti a lui senza possibilità di uscita. Se ti va bene hai trovato un titolare per (nella migliore delle ipotesi) tre anni, riuscendo quindi ad ammortizzare quasi del tutto l'affare. Se invece non si rivelerà all'altezza, Pjanic tra un anno si trasformerà in un peso per la società o in una minusvalenza certa, anche perché un ingaggio da 10 milioni di euro limita fortemente la possibilità di piazzarlo altrove. Anche solo in prestito. E allora perché farlo? Perché al di là delle considerazioni tecniche, il Barcellona al pari della Juventus ha bisogno di segnare subito una importante plusvalenza a bilancio e questo affare permetterà a entrambe le società di fare una plusvalenza da 50 milioni di euro. E una plusvalenza così importante la si poteva mettere a segno solo con uno scambio che - al netto degli 8-10 milioni di euro - lascia tutti quei soldi solo sulla carta e nei bilanci, che è poi quel che conta. Fatta la legge, trovato l'inganno (legale). La plusvalenza è l'anima del financial fair play per come è in questo momento concepita".






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