Come sarebbe (ad oggi) il Napoli di Garcia. Lo staff, il "genio" e il detto napoletano

Rudi Garcia sarà presentato domani a Napoli. Il tecnico francese avrà a sua disposizione uno staff di notevole livello.
Per Rudi Garcia l'avventura napoletana inizierà dal Real Bosco di Capodimonte. Un luogo caro ai partenopei che accoglieranno con grande calore l'erede di Luciano Spalletti. Con Garcia anche Francesca Brienza, la sua compagna da anni. Domani alle 17.30 nella cornice suggestiva del Salone delle Feste del Museo, ci sarà anche Aurelio De Laurentiis che poi volerà negli Stati Uniti dove è atteso da tempo per alcuni impegni cinematografici. Garcia ha già deciso chi ricoprirà alcuni ruoli nel suo staff: si va da Stéphane Jobard, suo vice al Marsiglia e all’Al-Nassr, a Claude Fichaux, collaboratore che lo segue dai tempi del Lille. A Napoli ritroverà il video analyst Simone Beccaccioli, con cui aveva lavorato a Roma e che Spalletti ha voluto a Napoli.
Beccaccioli è amatissimo dal tecnico franche che nella sua autobiografia l’aveva definito “giovane prodigio dell’informatica e del montaggio” e “un vero genio nel suo campo”. Confermato anche il preparatore atletico Francesco Sinatti e l’allenatore dei portieri Alejandro Rosalen Lopez.
Come potrebbe essere, ad oggi, il suo gioco? C'è un detto napoletano perfetto: "Chi cagna 'a via vecchia p' 'a nova sape chello ca lassa e no chello ca trova", ovvero "chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa ciò che lascia ma non quello che trova". Tradotto diversamente, non sempre abbandonare una posizione, o situazione, nota, porta a dei vantaggi. Garcia quasi certamente ripartirà dal lavoro straordinario fatto da Spalletti ricco di automatismi e soluzioni tattiche per ogni situazione di gioco. E' probabile che inizierà con il 4-3-3 per valorizzare 5 giocatori su tutti, ovvero Di Lorenzo, Lobotka, il suo vecchio pupillo Anguissa, Kvaratskhelia e Osimhen.
Poi sicuramente valuterà delle novità per impedire agli avversari di avere contromisure già pronte rispetto a quello che è stato il gioco di Spalletti. In tal senso saranno fondamentali i movimenti di Zielinski e dello stesso Anguissa soprattutto in pressione e negli inserimenti. Ecco che il 4-2-3-1 potrebbe essere una soluzione, così come, in alcuni casi, la difesa a tre. La duttilità e la concretezza sono i punti forti di Garcia. In attesa di capire cosa accadrà sul versante mercato. La speranza dei napoletani è un inizio sprint come ai tempi della Roma, dove si presentò con 10 vittorie consecutive e 85 punti a fine stagione.






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