Chavez dopo Russotto, Hoffer e Dumitru. Ma i nostri giovani?
Dopo le "scommesse" Russotto, Hoffer e Dumitru arriva Chavez: va bene, ma perché non "scommettere" su talenti come Insigne e Ciano?

Scrivo solo per esprimere un personale punto di vista senza alcun tono polemico verso le scelte della società che spero mi smentisca coi fatti, ma si parla tanto della "cantera in stile Barcellona" che, dopo l'appello di De Laurentiis diffuso da Radio Marte, ha assunto il nome di "Scugnizzeria". Certo, è un'iniziativa nata solo quest'estate, ma la politica dei giovani del Napoli è ben più datata e le testimonianze sono Hamsik e Lavezzi, arrivati in azzurro praticamente in fasce e con tanto di spilla da balia. Primo innesto di prospettiva in attacco del Napoli appena arrivato in Serie A è stato Andrea Russotto, valido attaccante, che ha avuto pochissimo spazio con Reja e per il quale non è stato rinnovato il prestito, né si è pensato di acquistarlo nemmeno in comproprietà. Nel corso dei successivi anni sono arrivati prima Erwin Hoffer che col Rapid Vienna ha fatto sfracelli, ma lo sfracello - in un certo senso, purtroppo non positivo - lo ha fatto anche a Napoli. Ultimo, Nicolao Dumitru preso dall'Empoli che, tra l'altro, data la sua giovane età e la sola fiducia senza particolari voci nel curriculum, è anche costato tantissimo. Adesso è il turno di Cristian Chavez (nemmeno tanto giovane, dati i suoi 24 anni) che lascia più di un dubbio da parte degli addetti ai lavori.
"Lo conosco poco", dicono alcuni; "Diamogli tempo", dicono altri, ed altri ancora - che meglio lo conoscono - parlano di un giocatore veloce, ma non molto prolifico né dotato di particolari doti tecniche. "Internet e YouTube possono non dire la verità", le sagge parole di Auriemma appena due giorni fa, e così via. Insomma, l'entusiasmo per il nuovo nome - purché sia nuovo - non è più quello di una volta e lo stesso sapore del calciomercato tende a non essere lo stesso degli anni scorsi, appunto dopo le esperienze di Russotto, Hoffer e Dumitru. Naturalmente, col massimo del rispetto nei confronti di questi ragazzi, Chavez compreso, per il quale tutti quelli che sono stati chiamati in causa hanno detto una cosa in comune, ossia che "E' una scommessa". E' di Fedele, probabilmente, la più sensata delle osservazioni: "Se bisogna scommettere su un giovane, perché non su Insigne". "Devono farsi le ossa", è la voce a furor di popolo quando si parla di Insigne o di Ciano, o dello stesso Dezi o ancora di Maiello. A questo punto, viene da pensare che questi ragazzi-scommesse che non nascono nel vivaio, le ossa se le vengono a fare a Napoli in Champions? Si aspettava il top player e non è detto che non arrivi, ma va bene così per tante ragioni che sono state metabolizzate sia dalla stampa che dai tifosi. Ma effettivamente, soprattutto in un anno delicato come questo dove c'è la Champions ed il dovere di consacrare quanto di buono fatto fino ad oggi, di scommesse davvero non ce ne sarebbe bisogno...
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