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C'è una voragine in "mezzo" al Napoli, davvero Manna non poteva fare meglio?


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Pubblicato nella sezione Calciomercato
C'è una voragine in mezzo al Napoli, davvero Manna non poteva fare meglio?
© foto di Image Photo Agency

Nessuno chiede colpi folli che mettano a repentaglio il futuro societario, ma l'anno del centenario avrebbe meritato un briciolo di immaginazione in più.


C’è un sottile confine che separa il bilancio aziendale perfetto dal capolavoro sportivo. E il Napoli in questo ha dimostrato grandi doti soprattutto quando ha vinto mantenendo una virtuosa gestione economico-finanziaria che ha fatto scuola in tutta Europa. In tanti hanno provato a prendere spunto dal De Laurentiis-style.


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C'è una voragine in "mezzo" al Napoli

In questa stagione, però, il club ha deciso di non osare per mettere un freno ai generosi investimenti in era Conte che hanno portato uno scudetto ed una Supercoppa italiana, ma anche un pessimo cammino in Champions League e diversi acquisti sballati (Noa Lang e Lucca su tutti). E nell'anno del centenario, queste scorie, stanno pesando tanto. Ecco perché Gutierrez è stato ceduto per 30 milioni, ma non è stato sostituito (sono rimasti Olivera e Spinazzola, che ha i suoi anni). Ma davvero non si poteva fare meglio nel cuore della difesa e del centrocampo dove la squadra ha vere e proprie voragini? Voragini che rischiano di diventare buchi neri che inghiottono tutte le tattiche di Max Allegri.


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Il cortocircuito in mezzo al campo: l'enigma Anguissa e la tegola McTominay

A centrocampo la coperta non è corta: è drammaticamente bucata. Se la coppia Lobotka-Gilmour offre garanzie di palleggio e fosforo, è accanto ai registi che si è creato il vuoto. Il caso più emblematico riguarda Frank Zambo Anguissa. Il camerunese è entrato nell'ultimo anno di contratto (scadenza 2027) in mezzo a infinite e tese trattative per il rinnovo. A ciò si sommano i problemi fisici alla schiena dell'ultima stagione che forse ne condizionano l'atletismo. Eppure, Anguissa non ha un vero e proprio sostituto in rosa. L'allarme è diventato emergenza con lo stop di Scott McTominay, costretto a fermarsi per un intervento di ablazione cardiaca che lo terrà fuori almeno un mese. Con un Kevin De Bruyne che per ovvie ragioni anagrafiche e fisiche non può rigiocare ogni tre giorni, la gestione del reparto solleva enormi interrogativi.

Davvero Manna non poteva fare di meglio?

La cessione frettolosa di profili duttili come Elmas nei mesi scorsi priva la mediana di alternative pronte. La strategia più logica, e forse più coraggiosa, sarebbe stata quella di monetizzare l'addio di Anguissa per investire su un binomio chiaro: un centrocampista di comprovata esperienza internazionale unito a un giovane di prospettiva e grande impatto fisico. Giovanni Manna ha invece preferito la via della prudenza, lasciando Allegri con gli uomini contati a ridosso dell'esordio europeo. Davvero non poteva fare meglio?

Azienda promossa, passionalità bocciata

Nessuno chiede colpi folli che mettano a repentaglio il futuro societario. La tutela dei bilanci è un valore sacro che il Napoli difende con merito da anni. Ma l'anno del centenario avrebbe meritato un briciolo di immaginazione in più. Le idee nel calcio si pagano, ma il coraggio di rischiare su profili integri e funzionali non sempre richiede cifre astronomiche. A questa squadra manca la scintilla della fantasia sul mercato, sostituita da un pragmatismo freddo che rischia di trasformare una stagione di festa in un lunghissimo esercizio di sopravvivenza.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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